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	<title>WEBSEMANTICO Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
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	<title>WEBSEMANTICO Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>&#8220;Le nuove digital libraries siano imperfette ma stimolanti e coerenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 15:51:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La concezione di patrimonio culturale sta cambiando sotto i nostri occhi, grazie soprattutto a spinte esogene e non per semplice travaso di discipline o ibridazione delle stesse”. Questa la premessa del direttore della Digital Library del MiC, Laura Moro, intervenuta al digital talk organizzato da SOS Archivi, nell&#8217;ambito di ICA Roma 2022, dal titolo “Digital Libraries: una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/le-nuove-digital-libraries-siano-imperfette-ma-stimolanti-e-coerenti/">&#8220;Le nuove digital libraries siano imperfette ma stimolanti e coerenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La concezione di patrimonio culturale sta cambiando sotto i nostri occhi, grazie soprattutto a spinte esogene e non per semplice travaso di discipline o ibridazione delle stesse”. Questa la premessa del direttore della Digital Library del MiC, <strong>Laura Moro</strong>, intervenuta al digital talk organizzato da SOS Archivi, nell&#8217;ambito di <strong>ICA Roma 2022,</strong> dal titolo “Digital Libraries: una palestra per l’ibridazione di discipline e contenuti” insieme a <strong>Carlo Birrozzi </strong>(Direttore dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), <strong>Elisabetta Reale</strong> (Direttore dell&#8217;Istituto centrale per gli archivi), <strong>Simonetta Buttò</strong> (Direttore dell’Istituto centrale per il catalogo unico). Il tutto moderato da <strong>Giovanni Michetti</strong>.<br />
“Da una parte -ha spiegato la <strong>Moro</strong>&#8211; esiste il patrimonio degli <strong>oggetti fisici</strong> come lo conosciamo da sempre: quindi interpretato e selezionato dalle istituzioni normalmente preposte a questo, poi trasmesso alle generazioni future attraverso scaffali gerarchici, reali o virtuali che siano, sottoposto a letture asincrone e in grado di attrarre a sé gli utenti&#8221;.<br />
&#8220;Ma un’altra visione di patrimonio -ha aggiunto- si sta sempre più affermando: è quella degli <strong>oggetti digitali</strong> e riguarda pratiche sociali e relazioni immateriali. Si tratta di un patrimonio creato senza intermediazioni istituzionali, che viene scambiato attraverso esperienze e condivisioni ed è sottoposto a letture plurime, sincrone e contemporanee. Gli oggetti digitali quindi restano collegati a quelli fisici, ma hanno una propria vita, si correlano tra loro senza rivalità e hanno la capacità di integrare strati di senso, veri e propri <strong>scambiatori semantici</strong>. Queste due concezioni di patrimonio sono allo stesso tempo parallele ma in grado di mischiarsi dando vita a nuove discipline”.<br />
<span data-contrast="auto">Se, come ha evidenziato <strong>Carlo Birrozzi</strong>, &#8220;La <strong>visione disciplinare</strong>, che da sempre caratterizza il sistema patrimonio, rappresenta uno degli ostacoli alla realizzazione dell’ecosistema dei beni culturali&#8221;, allora per il moderatore Michetti: &#8220;Occorrono una sintassi e <strong>semantiche nuove</strong>, perché quello che ci interessa costruire non è dato dalla sommatoria delle singole discipline ma da una naturale interdisciplinarietà tra queste stesse&#8221;. &#8220;Ma è possibile mettere insieme idee del mondo così diverse? E a quale condizione?&#8221; è la domanda di una utente collegata on line. </span><span data-contrast="auto">Prova a rispondere <strong>Elisabetta Reale</strong>, riferendosi al suo comparto di riferimento:</span><span data-contrast="auto"> “L&#8217;</span><strong>archivio</strong><span data-contrast="auto"> è un bene culturale, una testimonianza, una fonte storica, ma è anche una caratteristica amministrativa. È un mondo complesso di oggetti, relazionati tra di loro con un appeal diverso dagli altri beni culturali&#8221;. In tal senso cita una best practice: l’<a href="https://www.fondazioneforame.org/archivio-rame-fo/">Archivio Rame Fo</a> è un esempio di patrimonio integrato di arte e spettacolo, in cui le sezioni archivistica, storico artistica e bibliotecaria/audiovideo si completano attraverso legami che sono espressione diretta dei loro produttori. </span><br />
<span data-contrast="auto">Conoscenza, ricerca e fruizione pubblica delle risorse digitali è ciò che, invece, caratterizza il </span><i><span data-contrast="auto">dispositivo</span></i><span data-contrast="auto"> (foucaultianamente inteso come insieme di senso, strutture fisiche, logiche, normative, ideologiche) delle </span><b><span data-contrast="auto">biblioteche</span></b><span data-contrast="auto">. &#8220;Un passo avanti verso l’integrazione di questo </span>sistema<span data-contrast="auto"> -ha affermato <strong>Simonetta Buttò</strong>&#8211; potrebbe essere la costruzione di modelli concettuali indirizzati alle entità che possono dare vita ad ontologie formali, sia come mezzo di descrizione della complessità di un dominio di conoscenza sia come standard per l&#8217;interoperabilità semantica”.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;335559740&quot;:276}"><br />
</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;335559740&quot;:276}"> &#8220;Cosa va chiesto, dunque alle istituzioni?&#8221; ha chiesto infine Michetti: “Le istituzioni, senza interrompere il loro tradizionale lavoro -ha risposto la <strong>Moro</strong>&#8211; devono sviluppare la consapevolezza di non avere più il monopolio delle costruzioni semantiche sul patrimonio culturale. Di conseguenza le nuove <strong>digital libraries</strong> per essere più stimolanti dovranno saper cambiare e scambiare, se è il caso, consueti paradigmi concettuali alla base delle varie discipline. Gli utenti, in questo nuovo scenario, non saranno solo attratti ma anche attivati. E’ preferibile infatti -ha concluso- avere un modello ed una visione non completa magari, ma sfaccettata, trasparente e imperfetta. Con una coerenza interna, certo, ma con dei “vuoti” in grado di attivare l’interesse e la partecipazione degli utenti”.</span></p>
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		<title>Il Sommo Poeta digitale</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-sommo-poeta-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 13:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[WEBSEMANTICO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è oggi il ruolo della filologia digitale nello studio di Dante?  Come e quanto vengono utilizzati gli strumenti dell’informatica umanistica da esperti e studenti danteschi? Sono questi i principali spunti alla base del simposio internazionale “Digital Dante Days”, organizzato dal Dipartimento umanistico della Ca’ Foscari insieme al Venice Centre for Digital and Public Humanities, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-sommo-poeta-digitale/">Il Sommo Poeta digitale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è oggi il ruolo della filologia digitale nello studio di Dante?  Come e quanto vengono utilizzati gli strumenti dell’informatica umanistica da esperti e studenti danteschi?<br />
Sono questi i principali spunti alla base del simposio internazionale “Digital Dante Days”, organizzato dal Dipartimento umanistico della Ca’ Foscari insieme al Venice Centre for Digital and Public Humanities, in programma il 15 e16 novembre presso l’auditorium dell’università veneziana, oltre che on line.<br />
Dopo i pioneristici progetti editoriali di Shaw e Robinson, oggi sono disponibili in rete diverse edizioni digitali dell’opera di Dante. Il convegno, che vedrà intervenire esperti accademici danteschi da tutto il mondo, vuole fare il punto su quanto e come questa abbondanza abbia modificato la percezione e la comprensione del Sommo Poeta, soprattutto in relazione a specifici temi come il web semantico e i linked open data.<br />
Per il programma completo e iscrizioni: <a href="https://www.unive.it/data/33113/2/53578">https://www.unive.it/data/33113/2/53578</a></p>
<!-- WP Attachments -->
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        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/10/pieghevole_digital_dante_days_2021.pdf">pieghevole_digital_dante_days_2021</a> <small>(545 kB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-sommo-poeta-digitale/">Il Sommo Poeta digitale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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