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	<title>RELAZIONIDIGITALI Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<title>RELAZIONIDIGITALI Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>II° Focus Group: Interoperabilità tra le risorse</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/ii-focus-group-interoperabilita-tra-le-risorse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 13:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[FAIR]]></category>
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		<category><![CDATA[INTEROPERABILITA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;oggi è in programma il secondo Focus Group organizzato dalla Digital Library insieme a Fondazione Scuola Beni Attività Culturali. Sarà incentrato sulla trasformazione digitale che crea l’opportunità di mettere in relazione gli oggetti del patrimonio culturale digitale, rendendo possibile l’interscambio dei dati nel web e tra diverse banche di dati. Produrre e pubblicare le risorse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/ii-focus-group-interoperabilita-tra-le-risorse/">II° Focus Group: Interoperabilità tra le risorse</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;oggi è in programma il secondo Focus Group organizzato dalla Digital Library insieme a Fondazione Scuola Beni Attività Culturali.<br />
Sarà incentrato sulla trasformazione digitale che crea l’opportunità di mettere in relazione gli oggetti del patrimonio culturale digitale, rendendo possibile l’interscambio dei dati nel web e tra diverse banche di dati. Produrre e pubblicare le risorse digitali secondo i principi FAIR (Findable / Rintracciabili, Accessible / Accessibili, Interoperable / Interoperabili e Re-usable / Riutilizzabili) significa renderli consistenti e riutilizzabili e promuoverne la rintracciabilità, l’accesso e il riuso<br />
Partecipano:<br />
• Alessandro Bollo, Direttore, Polo del &#8216;900<br />
• Roberto Ferrari, Direttore, Museo Galileo<br />
• Emilia Groppo, Docente Dipartimento beni culturali, Università di Bologna<br />
• Alice Silvia Legé, Ufficio Parco Reale e Giardino Inglese e Ufficio Cura e Gestione delle Collezioni, Reggia di Caserta<br />
• Francesca Mambelli, Docente Dipartimento delle Arti, Università di Bologna<br />
• Cinzia Manco, Assistente Dip. Digitalizzazione, Gallerie degli Uffizi<br />
• Lisa Parolo, Project and research manager, clearance coordinator, ArchiveOn<br />
• Silvio Peroni, Docente Dipartimento di filologia classica e italianistica, Università di Bologna<br />
• Gemma Torre, Archivista, manager of sales, Hyperborea<br />
• Gennaro Tortino, Funzionario Conservatore Restauratore, conservazione digitale e gestione delle collezioni librarie, archivistiche e fotografiche del museo, Reggia di Caserta</p>
<p><a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/ii-focus-group-interoperabilita-tra-le-risorse/">II° Focus Group: Interoperabilità tra le risorse</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Al via i focus group di DL e Fondazione Scuola Beni Culturali</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 13:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[FONDAZIONESCUOLABENICULTURALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costruire una comunità di riferimento che riconosca l’azione di formazione prevista nell’ambito del progetto Piattaforme e strategie digitali per il patrimonio culturale quale processo necessario al raggiungimento degli obiettivi di cambiamento delineati dall’investimento PNRR. Con questo obiettivo la Digital Library insieme a Fondazione Scuola Beni Attività Culturali, sempre nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Relazioni Digitali&#8221;, ha organizzato un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali/">Al via i focus group di DL e Fondazione Scuola Beni Culturali</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Costruire una comunità di riferimento che riconosca l’<strong>azione di formazione</strong> prevista nell’ambito del progetto <strong>Piattaforme e strategie digitali per il patrimonio culturale</strong> quale processo necessario al raggiungimento degli obiettivi di cambiamento delineati dall’investimento <strong>PNRR</strong>.<br />
Con questo obiettivo la <strong>Digital Library</strong> insieme a <strong>Fondazione Scuola Beni Attività Culturali</strong>, sempre nell&#8217;ambito del progetto<strong> &#8220;Relazioni Digitali&#8221;,</strong> ha organizzato <strong>un ciclo di focus group</strong> in cui si confronteranno e dialogheranno un gruppo di esperti provenienti dalla PA, soggetti privati e Università. <strong>Ciascun gruppo sarà animato e stimolato da un facilitatore</strong>.<br />
Sulla base di una specifica tematica, saranno messi a fuoco problemi, possibili soluzioni, casi d&#8217;uso, buone pratiche ed esperienze pregresse in vista di un <strong>successivo ciclo di webinar.</strong><br />
<strong>Il primo focus group</strong> si terrà <strong>lunedì 2 maggio</strong> e sarà incentrato sui vantaggi e le opportunità della <strong>produzione</strong> e della <strong>pubblicazione</strong> di <strong>dati in formato aperto</strong> e la <strong>loro circolazione e riuso </strong>da parte di utenti diversi, singoli o aggregati. Si analizzeranno le <strong>normative di circolazione e riuso</strong> delle riproduzioni del beni culturali, i<strong> vantaggi di produrre e pubblicare dati in formato aperto</strong> e i successi/insuccessi legati all’accesso in rete alle risorse come supporto alla fruizione del patrimonio.<br />
Questi i partecipanti al primo focus group:<br />
• Silvia Caldarini, Docente di Storia dell&#8217;Arte e Potenziamento dell&#8217;Offerta Formativa<br />
• Chiara Capulli, University of Cambridge, Bibliotheca Hertziana<br />
• Klaus Kempf, Libero consulente (Biblioteche)<br />
• Giorgia Lodi, Tecnologa, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione – CNR<br />
• Maurizio Napolitano, Responsabile del progetto Digital Commons Lab (DCL), Fondazione Bruno Kessler<br />
• Maria Pepe, Bibliotecario, Biblioteca nazionale centrale di Firenze<br />
• Laura Ronzon, Direttrice Collezioni, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci<br />
• Anna Maria Tammaro, Bibliotecario, Università di Parma<br />
• Susanne Töpfer, Curatrice, Museo Egizio di Torino</p>
<p><a href="https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/relazioni-digitali-call/">https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/relazioni-digitali-call/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali/">Al via i focus group di DL e Fondazione Scuola Beni Culturali</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Call per la selezione di partecipanti al ciclo di focus group &#8220;Relazioni digitali&#8221;</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/avvisi/call-per-la-selezione-di-partecipanti-al-ciclo-di-focus-group-relazioni-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 14:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avvisi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FONDAZIONESCUOLABENICULTURALI]]></category>
		<category><![CDATA[RELAZIONIDIGITALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i cinque incontri sui temi chiave della digitalizzazione del patrimonio culturale, che si sono tenuti nell’inverno 2021-2022, il lavoro di riflessione comune promosso dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; Digital Library del Ministero della Cultura e dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali continua nella primavera 2022 con un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/avvisi/call-per-la-selezione-di-partecipanti-al-ciclo-di-focus-group-relazioni-digitali/">Call per la selezione di partecipanti al ciclo di focus group &#8220;Relazioni digitali&#8221;</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i cinque incontri sui temi chiave della digitalizzazione del patrimonio culturale, che si sono tenuti nell’inverno 2021-2022, il lavoro di riflessione comune promosso dall’<strong>Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; Digital Library</strong> del Ministero della Cultura e dalla <strong>Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali</strong> continua nella primavera 2022 con un secondo ciclo di appuntamenti.</p>
<p><strong>&#8220;Relazioni digitali. Dati, oggetti, esperienze&#8221;</strong> vuole entrare nel vivo dell’operatività di chi quotidianamente lavora con i dati, li studia, li analizza, li manipola, li trasforma, mettendoli in relazione con altri dati per creare nuova conoscenza, arricchire il capitale semantico e produrre innovazione.<br />
La prima fase dell&#8217;iniziativa prevede <strong>tre focus group</strong> che, attraverso il <strong>dialogo tra i partecipanti</strong>, affiancati da un <strong>facilitatore</strong> e da un <strong>esperto di dominio</strong>, saranno l’occasione per mettere a fuoco <strong>idee</strong>, <strong>considerazioni</strong> e <strong>suggerimenti</strong>, anche grazie all’analisi di casi d’uso e buone pratiche.</p>
<p>Invitiamo a candidarsi per i tre focus group tutti coloro che sono interessati a <strong>condividere la propria esperienza nella produzione, nell’utilizzo o nel riuso di informazioni per la creazione di contenuti culturali</strong>.<br />
La proposta di partecipazione, relativa a un&#8217;esperienza recente o in corso (massimo 2000 battute spazi inclusi), dovrà essere accompagnata da una breve bio (massimo 1300 battute spazi inclusi) e dall’indicazione del focus group cui si vorrebbe partecipare.<br />
<strong>In allegato il testo della call</strong>.<br />
A questo link <strong>il form</strong> da riempire per partecipare: <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSch_gFaa0DEaa7gk3o4YNjQUUhEuqFTIOx1PaTONMNgvplkNw/viewform">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSch_gFaa0DEaa7gk3o4YNjQUUhEuqFTIOx1PaTONMNgvplkNw/viewform</a></p>
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            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2022/03/Relazioni-digitali.-Call-Focus-group.pdf">Relazioni digitali. Call Focus group</a> <small>(722 kB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/avvisi/call-per-la-selezione-di-partecipanti-al-ciclo-di-focus-group-relazioni-digitali/">Call per la selezione di partecipanti al ciclo di focus group &#8220;Relazioni digitali&#8221;</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Curiosità e relazioni per attuare il cambiamento digitale</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/curiosita-e-relazioni-per-attuare-il-cambiamento-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 15:45:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[WEBINAR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che “cambiamento” e “persone” siano i due concetti al centro del processo di rivoluzione digitale nei beni culturali che stiamo vivendo è stato chiaro fin dal primo appuntamento delle “Relazioni Digitali”, il webinar della Digital Library in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. E a maggior ragione è stato ribadito nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/curiosita-e-relazioni-per-attuare-il-cambiamento-digitale/">Curiosità e relazioni per attuare il cambiamento digitale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che “<strong>cambiamento</strong>” e “<strong>persone</strong>” siano i due concetti al centro del processo di <strong>rivoluzione digitale </strong>nei beni culturali che stiamo vivendo è stato chiaro fin dal primo appuntamento delle “<strong>Relazioni Digitali</strong>”, il webinar della <strong>Digital Library</strong> in collaborazione con la <strong>Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali</strong>.<br />
E a maggior ragione è stato ribadito nel corso dell’ultimo appuntamento di questo primo ciclo di incontri incentrato su <strong>professioni e competenze</strong> su cui si sono confrontati <strong>Federico Badaloni</strong>, capo delle aree di User Experience Design e di Graphic Design della Digital Division di GEDI e <strong>Giovanni Michetti</strong>, professore di Archivistica presso la Sapienza, con la moderazione di <strong>Francesca Tomasi</strong> co-direttore del Digital Humanites Advanced Research Center dell’Università di Bologna.<br />
Il Direttore della Digital Library <strong>Laura Moro</strong>, in apertura di webinar, ha premesso che le persone sono la stella polare intorno alla quale è stato progettato e definito l’imminente <strong>Piano Nazionale di Digitalizzazione</strong>. Sono e saranno loro a governare i processi e portare al <strong>cambiamento</strong> (culturale, organizzativo, giuridico e tecnologico che sia). Un cambiamento che a sua volta avrà <strong>diverse traiettorie</strong> così come descritte nelle precedenti Relazioni Digitali: l’ampliamento dei confini del patrimonio culturale; cosa vuol dire patrimonio culturale digitale (nuovi servizi per nuovi pubblici); le relazioni tra oggetti digitali e il loro contesto; ecosistemi e nuovi modelli di conoscenza.<br />
Anche <strong>Martina De Luca</strong> responsabile della formazione della Fondazione ha sottolineato che il cambiamento interdisciplinare sarà al centro del prossimo ciclo di incontri con la Digital Library che avranno però la struttura <strong>focus group</strong>, divisi per tipologie di contenuti digitali.<br />
La prima domanda della <strong>Tomasi</strong> ha voluto <strong>chiarire le competenze</strong> richieste per gli ambiti lavorativi dei due relatori. Per <strong>Badaloni</strong>, architetto dell’informazione, nessun dubbio:<strong> la capacità di progettare non le cose, ma gli eventi</strong>: sono questi secondi a plasmare le prime, non il contrario. Un lavoro che si basa su quattro pilastri:<br />
• I bisogni delle persone.<br />
• La progettazione di ambienti dove devono accadere delle relazioni (ad esempio un sito web).<br />
• La dimensione fenomenica degli oggetti, ovvero i contenuti devono colpire i sensi delle persone (non solo la vista).<br />
• Un testing continuo delle interfacce create, perchè anche la realtà e le persone sono in costante mutamento.<br />
Non molto differente il punto di vista di <strong>Michetti</strong>, moderno archivista e quindi strettamente imparentato con l’architettura delle informazioni: per conservare e modellare i sistemi informativi è indispensabile <strong>profilare i target</strong> che ne fruiranno. Le cose, in sostanza non hanno significato in sé ma sono il contesto e le relazioni a darglielo. Per questo Michetti si è definito quasi un “<strong>mediatore culturale</strong>” ribadendo che le tecnologie non sono neutre ma rispecchiano una certa visione del mondo. Non basta quindi dotarsi di competenze tecniche, ma ci vuole anche spirito critico.<br />
Questa considerazione allarga però le competenze necessarie anche ad ambiti apparentemente distanti da quello nativo: la Tomasi l’ha chiamata “<strong>crossdisciplinarietà</strong>”, che non sarà un termine da Accademia della Crusca ma rende bene l’idea. Badaloni stesso ha confessato di doversi confrontare quotidianamente anche con la psicologia cognitiva, con competenze linguistiche, con il project management, con il marketing oltre che, ovviamente, con progettazione e codici informatici. Solo l’<strong>essere poliedrici</strong> ci permette di gestire la complessità di un mondo in continua mutazione. Per Michetti questa è una “<strong>soft skill</strong>” che ci deve costantemente far mettere in discussione le nostre convinzioni così da intercettare l’utenza da diverse prospettive. Ma il mondo dei beni culturali è un mondo “antico”, con professionalità che da secoli se ne occupano. E&#8217; dunque possibile <strong>rimanere</strong> <strong>al passo delle nuove tendenze?</strong> Come purtroppo già ribadito nei precedenti webinar, anche per i tre relatori il mondo accademico odierno non offre ancora “pacchetti” formativi completi ed efficaci. Il consiglio quindi è di <strong>stimolare costantemente la propria curiosità</strong>, tenersi informati su tutto, leggere molto, sperimentare, mettersi in gioco e condividere esperienze. Il consiglio finale per tutti i digital humanists in collegamento, e non solo per loro, è dunque simile all’esortazione coniata da un uomo, molto amato nel recente passato: “<strong>non abbiate paura!</strong>”.</p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del I webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/</a><br />
Guarda il I webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=9RLzQb2-HgU">Relazioni digitali #1 &#8211; Come cambia la visione del patrimonio culturale nell&#8217;ambiente digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del II webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/</a><br />
Guarda il II webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=aB3deMr_GA4">Relazioni digitali #2 &#8211; Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del III webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/</a><br />
Guarda il III webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=ynLW-XuC0zk">Relazioni digitali #3 &#8211; Quali strumenti giuridici per governare la transizione digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del IV webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/</a><br />
Guarda il IV webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=qCViDmwizEg">Relazioni digitali #4 &#8211; Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/curiosita-e-relazioni-per-attuare-il-cambiamento-digitale/">Curiosità e relazioni per attuare il cambiamento digitale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Relazioni Digitali 5: le competenze</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/relazioni-digitali-5-le-competenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 14:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FONDAZIONESCUOLABENICULTURALI]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[RELAZIONIDIGITALI]]></category>
		<category><![CDATA[WEBINAR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/?p=4443</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per realizzare il cambiamento organizzativo è necessario prima innescare il cambiamento negli individui. Da questa considerazione nasce l&#8217;idea del quinto appuntamento della prima serie di Relazioni Digitali, il ciclo di webinar organizzato dalla Digital Library del MiC insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Martedi 18 gennaio, alle 16,  Giovanni Michetti, professore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/relazioni-digitali-5-le-competenze/">Relazioni Digitali 5: le competenze</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per realizzare il cambiamento organizzativo è necessario prima innescare il cambiamento negli individui. Da questa considerazione nasce l&#8217;idea del <strong>quinto appuntamento</strong> della prima serie di <strong>Relazioni Digitali</strong>, il ciclo di webinar organizzato dalla Digital Library del MiC insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.<br />
<strong>Martedi 18 gennaio, alle 16,  Giovanni Michetti</strong>, professore di Archivistica presso la Sapienza e <strong>Federico Badaloni</strong>, capo delle aree di User Experience Design e di Graphic Design della Digital Division di GEDI si confronteranno su <strong>“Professioni e competenze per il patrimonio culturale digitale: come guardare agli scenari futuri”</strong>.<br />
Il dibattito sarà moderato da <strong>Francesca Tomasi</strong>, co-direttore del Digital Humanites Advanced Research Center dell&#8217;Università di Bologna.<br />
Introdurrà l&#8217;appuntamento la direttrice della Digital Library del MiC <strong>Laura Moro</strong> che anticiperà la visione dietro il prossimo <strong>Piano Nazionale di Digitalizzazione</strong> e in particolare il terzo pilastro delle azioni strategiche dello stesso, focalizzato sulle Persone (Formazione; Disseminazione culturale e condivisione sociale; Co-creazione e crowdsourcing), l&#8217;investimento del <strong>PNRR</strong> su &#8220;Formazione e aggiornamento delle competenze&#8221; (Stream 6)​ e i contenuti e le modalità del prossimo ciclo di Relazioni Digitali.<br />
Per seguire il webinar collegarsi a <strong><a href="http://fad.fondazionescuolapatrimonio.it">fad.fondazionescuolapatrimonio.it</a></strong></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del I webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/</a><br />
Guarda il I webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=9RLzQb2-HgU">Relazioni digitali #1 &#8211; Come cambia la visione del patrimonio culturale nell&#8217;ambiente digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del II webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/</a><br />
Guarda il II webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=aB3deMr_GA4">Relazioni digitali #2 &#8211; Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del III webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/</a><br />
Guarda il III webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=ynLW-XuC0zk">Relazioni digitali #3 &#8211; Quali strumenti giuridici per governare la transizione digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del IV webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/</a><br />
Guarda il IV webinar<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=qCViDmwizEg">Relazioni digitali #4 &#8211; Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale? &#8211; YouTube</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/relazioni-digitali-5-le-competenze/">Relazioni Digitali 5: le competenze</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale?</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 14:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo averne affrontato la dimensione culturale, manageriale e giuridica è arrivato il momento di affrontare come gli aspetti tecnologici influenzano le “Relazioni Digitali”. A parlarne nel quarto appuntamento del webinar organizzato dalla Digital Library del MiC insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali: Deborah Agostino, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/">Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo averne affrontato la dimensione culturale, manageriale e giuridica è arrivato il momento di affrontare come gli aspetti tecnologici influenzano le “Relazioni Digitali”.<br />
A parlarne nel quarto appuntamento del webinar organizzato dalla Digital Library del MiC insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali: <strong>Deborah Agostino</strong>, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e nelle Attività Culturali del Politecnico di Milano, <strong>Grazia Tucci</strong>, direttrice del Laboratorio di Geomatica per l’Ambiente e la Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Firenze, moderate da <strong>Arianna Traviglia</strong>, direttrice del Centre for Cultural Heritage Technology.<br />
L’incontro si è aperto con un quadro preliminare sulle tecnologie oggi disponibili a servizio della cultura e riassunte dalla Agostino in:<br />
• Tecnologie immersive (es. realtà virtuale e realtà aumentata)<br />
• Tecnologie robotiche (es. un robot che accoglie e guida i visitatori in un museo)<br />
• Tecnlogie cloud (che forniscono gli spazi di archiviazione)<br />
• Intelligenza artificiale (es. la profilazione degli utenti e il chatbot)<br />
• Blockchain o crypto arte</p>
<p>Premessa di tutto ciò è che <strong>il ciclo delle tecnologie appare sempre più breve</strong>, quasi fosse un’istantanea della fase di vita che stiamo vivendo. Anche per questo, e sarà il filo conduttore di tutto l’incontro, è <strong>assolutamente necessario avere una strategia iniziale</strong> che fissi necessità, obiettivi, fruitori potenziali, fabbisogni formativi e professionali, governance del processo e, non ultimo, il budget disponibile.<br />
Attenzione però a distinguere la <strong><em>digitization</em></strong> dalla <em><strong>digitalization</strong></em>. Perché, ha spiegato Grazia Tucci, mentre la prima è una mera conversione dal formato analogico al formato digitale, la seconda è invece un processo più ampio e complesso che, partendo dalla <em>digitization</em>, utilizza le tecnologie per creare o cambiare un modello di business in grado di produrre nuove risorse e opportunità di crescita.<br />
Ma come è stato affrontato questo processo? ha poi domandato Arianna Traviglia. La Agostino ha risposto ricordando un indicatore certificato che anticipa i parametri per misurare la “digitalità” di un processo: il <strong>Digital Readiness Index</strong> che, applicato alle attuali istituzioni culturali italiane, ci ha fornito una mappa a macchia di leopardo in cui si distinguono realtà:<br />
• <strong>Strategy-driven</strong>, ovvero le più virtuose, che mirano ad uno sviluppo coerente e strutturato.<br />
• <strong>Technology-driven,</strong> con un livello tecnologico molto alto, ma senza una visione strategica.<br />
• Senza ancora nessun processo digitale attivato</p>
<p>E’ stato affidato poi alla Tucci un breve excursus storico sul patrimonio digitale: se ne comincia a parlare già nel 1999, ma è <strong>nel 2003</strong> che l’Unesco, con la <strong>“Carta per la conservazione del Patrimonio Digitale&#8221;</strong>, afferma che per evitare il rischio che il patrimonio digitale vada perduto <strong>“occorre prendere misure adeguate relative all’intero ciclo di vita dell’informazione digitale, dalla creazione all’accesso. La conservazione a lungo termine del patrimonio digitale ha inizio con la progettazione di sistemi e procedure affidabili per la produzione di oggetti digitali autentici e stabili”</strong>. Seguirà poi, nel 2009, la Carta di Londra che ha stabilito i principi metodologici generali del processo, integrata successivamente da i “Principi di Siviglia” specificamente riferiti al campo dell’archeologia.<br />
Sempre la Tucci ha voluto poi sottolineare, ancora una volta, quanto il dato digitale, anche quello prodotto dal suo campo, la geomatica, deve essere quanto più completo ed utilizzabile per più necessità. Si parla in questo caso di un <strong>“dato di base”</strong>, aggiornabile ed implementabile, in contrapposizione al <strong>“dato tematico”</strong> che esaurisce la sua utilità per una specifica esigenza.<br />
Ancora una volta, quindi, è emerso il filo conduttore di questi webinar: l’importanza delle relazioni, del dialogo tra i soggetti coinvolti e dei vasi comunicanti. <strong>Una digitalizzazione a compartimenti stagni perde presto la sua spinta innovatrice</strong>. La sfida, ha insistito ancora la Tucci è dunque <strong>il riuso</strong> di questi dati, o meglio, come chiarisce la Agostino, la gestione efficiente del loro ciclo di vita. Per esempio introducendo le logiche del <strong>project management</strong> per ogni progetto di digitalizzazione, definendo il gruppo di lavoro, scegliendo la tecnologia adeguata all’obiettivo, gestendone la quotidianità e la resistenza al cambiamento delle strutture e del personale coinvolto.<br />
Per la Tucci questa è una strada con ancora molti ostacoli, in primis il <strong>“digital divide”</strong>, le infrastrutture a disposizione, le competenze e la formazione accademica. Ma anche tanti nuovi possibili campi di applicazione, come ad esempio, i sistemi predittivi contro le catastrofi naturali che possono colpire i beni culturali.<br />
Un futuro pieno di sfide, quindi, nel quale, per la Agostino, si affermerà il <strong>web 5.0</strong>, ovvero dove lo spazio fisico arriverà a sovrapporsi a quello virtuale. Un <strong>“emotional web”</strong> dove le <strong>“Relazioni Digitali”</strong>, che stiamo provando ad immaginare oggi, saranno sempre più protagoniste.<br />
<strong>Appuntamento al 18 gennaio per l&#8217;ultimo seminario</strong>.</p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del I webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del II webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del III webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/quali-sono-i-fattori-abilitanti-per-attuare-la-trasformazione-digitale/">Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Relazioni Digitali 4: l’ambito tecnologico</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/relazioni-digitali-4-lambito-tecnologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 09:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale? È questa la domanda a cui si proverà a rispondere nel quarto appuntamento del webinar “Relazioni Digitali” organizzato dalla Digital Library del MiC insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Protagoniste saranno Deborah Agostino, direttrice dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e nelle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/relazioni-digitali-4-lambito-tecnologico/">Relazioni Digitali 4: l’ambito tecnologico</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono i fattori abilitanti per attuare la trasformazione digitale? È questa la domanda a cui si proverà a rispondere nel quarto appuntamento del webinar “Relazioni Digitali” organizzato dalla Digital Library del MiC insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Protagoniste saranno Deborah <strong>Agostino</strong>, direttrice dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e nelle Attività Culturali del Politecnico di Milano e  Grazia <strong>Tucci</strong>, direttrice del Laboratorio di Geomatica per l&#8217;Ambiente e la Conservazione dei Beni Culturali dell&#8217;Università di Firenze, moderate da Arianna <strong>Traviglia</strong>, direttrice del Centre for Cultural Heritage Technology.<br />
La discussione partirà da una disamina delle tecnologie già esistenti e impiegate a scale più o meno ampie, per guardare poi al futuro, cercando anche di delineare insieme la tecnologia che non c’è e che ci servirà sia per portare ad altri livelli la digitalizzazione futura del patrimonio culturale che per gestire, conservare, aggiornare e analizzare l’enorme quantitativo di dati che dovremo gestire.</p>
<p>L’incontro, in programma <strong>lunedì 6 dicembre dalle 16.00 alle 18.00 </strong>presso la Biblioteca Angelica di Roma, è aperto al pubblico attraverso la piattaforma <a href="http://fad.fondazionescuolapatrimonio.it/" target="_blank" rel="noopener">fad.fondazionescuolapatrimonio.it</a><br />
Al termine, i partecipanti potranno porre domande agli esperti e compilare un questionario per inviare suggerimenti e suggestioni.</p>
<p>In allegato il calendario completo degli incontri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del I webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-visione-del-patrimonio-culturale-nellambiente-digitale/</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del II webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/</a></p>
<p>Leggi gli spunti e le riflessioni del III webinar<br />
<a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<!-- WP Attachments -->
        <div style="width:100%;margin:10px 0 10px 0;">
            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/12/Relazioni-Digitali_Calendario-appuntamenti.pdf">Relazioni Digitali_Calendario appuntamenti</a> <small>(2 MB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/relazioni-digitali-4-lambito-tecnologico/">Relazioni Digitali 4: l’ambito tecnologico</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Di quali strumenti giuridici disponiamo per governare la transizione digitale?</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 10:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ubi societas ibi ius”. “Ad ogni epoca la sua arte e ad ogni arte la sua libertà”. Queste due frasi, la prima una celebre massima latina, la seconda incisa sulla facciata del palazzo della Secessione a Vienna, potrebbero riassumere al meglio i contenuti emersi nel terzo appuntamento di “Relazioni Digitali”, il webinar organizzato martedì 23 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">Di quali strumenti giuridici disponiamo per governare la transizione digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ubi societas ibi ius”. “Ad ogni epoca la sua arte e ad ogni arte la sua libertà”.<br />
Queste due frasi, la prima una celebre massima latina, la seconda incisa sulla facciata del palazzo della Secessione a Vienna, potrebbero riassumere al meglio i contenuti emersi nel <strong>terzo appuntamento di “Relazioni Digitali”</strong>, il webinar organizzato martedì 23 novembre dalla <strong>Digital Library del MiC in collaborazione con la Fondazione Scuola dei  beni e delle attività culturali</strong>. Questa volta a confrontarsi sugli aspetti giuridici del processo di digitalizzazione dei beni culturali sono state <strong>Paola Pisano</strong>, già Ministro per l&#8217;innovazione tecnologica e la digitalizzazione e oggi docente di Gestione dell&#8217;Innovazione all&#8217;Università degli Studi di Torino, e <strong>Deborah De Angelis</strong>, avvocato cassazionista e direttrice del Capitolo italiano di Creative Commons. A moderare l’incontro <strong>Ernesto Belisario</strong>, avvocato ed esperto di diritto delle tecnologie e innovazione nella Pubblica Amministrazione.<br />
Già dalle prime battute è stato sottolineato come il <strong>processo di transizione digitale, oltre che essere inevitabile, non può che portare benefici tanto alla società civile quanto alla PA e al comparto economico privato</strong>. L’accesso alla cultura è di per sé un fattore abilitante, e la natura stessa del web va nella direzione di un ampliamento della condivisione di tutto il materiale che circola nella rete, beni culturali inclusi. In particolare, ha sottolineato in apertura la Pisano, il digitale applicato ai beni culturali, oltre ad allargarne la fruizione, permette un rapporto più proficuo e trasversale tra gli artisti, dando loro la possibilità di attivare modalità di fundraising e di creare nuovi modelli di business.<br />
Ma se è vero, come ribadito da Belisario, che il diritto da sempre insegue la società, anche il processo di digitalizzazione del patrimonio culturale ha richiesto e richiede un intervento di ambito normativo. In tal senso, la De Angelis ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto da <strong>Creative Commons</strong>, l’organizzazione internazionale non profit nata all’alba di questo secolo per ampliare la gamma di opere disponibili alla condivisione e all&#8217;utilizzo pubblico in maniera legale, colmando le lacune delle rigide regole del tradizionale diritto d’autore per sua natura esclusivo e strutturalmente inadeguato ai nuovi media digitali e alla presenza sempre più pervasiva del web nelle nostre vite. Una nuova visione, quella proposta da Creative Commons, che spinge <strong>verso una condivisione aperta e un dialogo più stretto tra creatori, possessori e fruitori di contenuti culturali</strong>. I decisori politici europei, già a partire dalla Convenzione di Faro del 2005, hanno mostrato di condividerne alcune istanze, sulla base del principio per cui il patrimonio culturale, memoria dei popoli, va condiviso nella maniera più aperta possibile.<br />
Abbattere le barriere della fruizione che ostacolano la libera circolazione dei dati relativi al patrimonio cultuale è ormai &#8211; secondo la Pisano &#8211; un processo irreversibile che non può che portare vantaggi. Ci si muoverebbe così nel solco di quanto già stabilito per<strong> i dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione</strong> che, secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale, <strong>devono essere “open by default”</strong>, ovvero pubblicati secondo gli standard dell’accesso aperto, ad eccezione di ristrette e specifiche categorie di dati sensibili.<br />
In tal senso si è mossa anche la <strong>Direttiva UE 2019/790</strong> del Parlamento europeo, che all’art.14 sottolinea che “alla scadenza della durata di protezione di un&#8217;opera delle arti visive, il materiale derivante da un atto di riproduzione di tale opera non sia soggetto al diritto d&#8217;autore o a diritti connessi, a meno che il materiale risultante da tale atto di riproduzione sia originale nel senso che costituisce una creazione intellettuale propria dell&#8217;autore”. Una indicazione volta ad un duplice scopo: aprire il campo alla circolazione delle riproduzioni del patrimonio culturale e, al contempo, tutelare la proprietà intellettuale di chi trae ispirazione dallo stesso.<br />
Non vi sono dunque più ostacoli alla libera circolazione delle riproduzioni dei beni culturali?<br />
In risposta alla domanda di Belisario, la De Angelis ha osservato come in realtà permanga ancora molto scetticismo su questo tema da parte di <strong>molte istituzioni pubbliche italiane, ancora bloccate nell’eterno dualismo tra tradizione ed evoluzione</strong>. Molti istituti, infatti, ancora affrontano la paura di perdere il controllo sulle proprie opere, trascurando così la fondamentale mission della condivisione e della valorizzazione delle stesse. Occorre pertanto un cambiamento culturale profondo, che sappia riconoscere il ruolo cruciale della formazione in materia di diritti e copyright a tutti i livelli: <strong>senza la formazione non c’è trasformazione, e senza trasformazione non c’è futuro</strong>.<br />
La libera circolazione delle riproduzioni dei beni culturali offre svariate opportunità, ha aggiunto la Pisano. Ad esempio l’Open Innovation e la Cross-Fertilisation, ovvero approcci applicati a specifici settori per rinnovare il mercato grazie all’uso di specifiche tecnologie. Pensiamo ad un settore tradizionalmente poco innovativo come quello immobiliare, che ultimamente è stato rivitalizzato grazie all’uso intrecciato dell’intelligenza artificiale, del neuromarketing e di precise tecniche cinematografiche.<br />
Sulla contrapposizione tra Pubblico e Privato, Belisario ha chiesto poi come il digitale possa aiutare la creazione di partnership più virtuose. Sulla questione la Pisano non ha avuto dubbi: precondizione necessaria per la collaborazione fra pubblico e privato è <strong>fornire le stesse possibilità a tutti i soggetti, evitando situazioni monopoliste e tutelando tutto ciò che viene messo in condivisione</strong>. In questo senso, l’attuazione del <strong>PNRR</strong> sarà un banco di prova decisivo. Il digitale è anche in questo caso un fattore abilitante, che induce a ripensare nuovi modi di essere per le istituzioni, che hanno a disposizione moderni strumenti, come il project financing e il procurement innovativo, per entrare in relazione con il mondo delle imprese.<br />
Una collaborazione che potrebbe riguardare anche l’apparato normativo, dove il privato può suggerire strumenti giuridici paralleli e di supporto. In tal senso la De Angelis ha ricordato come la standardizzazione nelle Creative Commons può essere un’ottima base di partenza. Oggi si è arrivati alla <strong>versione 4.0</strong>, che ricalca il modello del diritto d’autore americano delle licenze unported, ovvero licenze che non sono associate alla giurisdizione specifica di nessuno paese, e sono in teoria compatibili con la maggior parte delle legislazioni in materia di copyright. La licenza CC BY 4.0 permette di condividere e modificare in ogni modo la risorsa a cui è associata, anche per fini commerciali, a condizione che venga riconosciuta la paternità della risorsa, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. Le licenze Creative Commons vengono impiegate attualmente per 2 miliardi di contenuti e da 9 milioni di siti. A fronte di questi importanti numeri, Creative Commons può vantare un <strong>bassissimo tasso di contenziosi in atto in merito alla proprietà dei dati forniti di licenza CC</strong>. Merito anche della disponibilità al confronto con altri player del settore, come ad esempio ICOM, e dei tanti vantaggi dall’aderire ad uno standard comune. L’adozione di una standardizzazione internazionale in materia di diritti di riproducibilità porta infatti con sé i benefici della <strong>semplificazione della gestione</strong>, di una più facile comunicazione e della riduzione dei conflitti nelle relazioni con gli stakeholders.<br />
Ma questo, si sa, è un terreno in continuo mutamento: una tempesta tecnologica che “mai non resta”. Bellisario ha dunque chiesto se con le new entries nel mondo digitale, ad esempio <strong>la tecnologia 3D e il metaverso</strong>, potranno affacciarsi <strong>nuove problematiche</strong>. Al riguardo la Pisano non ha nascosto che l’importanza sempre crescente del virtuale pone il rischio di accentuare il <strong>“digital divide”</strong> e di mettere in discussione i principi della privacy e dell’etica in generale, A fronte di tali rischi, possibili soluzioni potranno essere progettate <strong>affiancando alle politiche esclusivamente “data driven” anche delle analisi qualitative</strong> per governare le nuove modalità di fruizione e di produzione della cultura, accettando la sfida di ripensare gli attuali modelli di governance e di business.<br />
Il traguardo del <strong>2026</strong>, termine degli investimenti del PNRR, sembra lontano, ma non lo è affatto. E tutti e tre i relatori hanno infatti convenuto che per arrivare all’obiettivo bisogna comprendere appieno le potenzialità offerte dal digitale, <strong>abbandonando gli steccati ideologici legati al concetto di proprietà</strong>, elaborando regole chiare e condivise, grazie a una gestione a monte del processo: da una parte la tutela e il controllo sull’origine dell’opera, dall’altra però <strong>un ecosistema aperto e inclusivo con regole chiare e uguali</strong> per tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>In allegato il calendario completo degli appuntamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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        <div style="width:100%;margin:10px 0 10px 0;">
            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/11/Relazioni-Digitali_Calendario-appuntamenti.pdf">Relazioni Digitali_Calendario appuntamenti</a> <small>(2 MB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">Di quali strumenti giuridici disponiamo per governare la transizione digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 09:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
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		<category><![CDATA[WEBINAR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/?p=3858</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le relazioni, quali esse siano, portano, inevitabilmente, a dei mutamenti: nei soggetti che le intrecciano e di conseguenza anche nell’ambiente che gli sta intorno. Non fanno eccezione quelle che avvengono in ambito digitale. Nel secondo appuntamento del nostro webinar in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, Luca Dal Pozzolo co-fondatore di Fondazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le relazioni, quali esse siano, portano, inevitabilmente, a dei <strong>mutamenti</strong>: nei soggetti che le intrecciano e di conseguenza anche nell’ambiente che gli sta intorno.<br />
Non fanno eccezione quelle che avvengono in ambito digitale. Nel <strong>secondo appuntamento</strong> del nostro <strong>webinar</strong> in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali,<strong> Luca Dal Pozzolo</strong> co-fondatore di Fondazione Fitzcarraldo e <strong>Silvano Tagliagambe</strong> professore emerito di Filosofia della Scienza all’Università di Cagliari si sono confrontati, per l’appunto, sui cambiamenti nella gestione e nel management delle organizzazioni culturali che il processo di digitalizzazione sta portando.<br />
A moderare l’incontro, il Direttore della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, <strong>Gianluca Cepollaro</strong> che ha premesso tre punti guida:<br />
&#8211; L’ampliamento del campo delle informazioni nell&#8217;ambiente digitale<br />
&#8211; I fenomeni di convergenza che il digitale permette<br />
&#8211; La rete come principio guida delle organizzazioni e delle istituzioni<br />
La metafora usata da Cepollaro per aprire il dibattito è stata quella della organizzazione/istituzione come <strong>contenitore</strong>, le cui pareti, grazie al digitale, si fanno sempre più sfumate e indefinite. Un concetto che Tagliagambe ha voluto amplificare, spiegando come l’informazione rappresenti una struttura immateriale che fa però riferimento a un supporto materiale. Un po’ come la <strong>Macchina di Turing</strong> in cui un modello astratto, o immateriale che dir si voglia, funziona però attraverso un oggetto fisico, la testina, per imprimere dati su un nastro potenzialmente infinito. Un <strong>confronto tra materiale e immateriale</strong> alla base anche dell’idea sviluppata da Bezos con Amazon, in cui lo scaffale rigido e limitato della libreria (metafora delle strutture informative tradizionali) è stato sostituito da uno spazio cloud potenzialmente senza confini.<br />
Attenzione ai rischi di questo processo ha però ammonito Dal Pozzolo, che, se non gestito a dovere, rischia di non <strong>creare significato</strong> a questo nuovo sistema di comunicazione: sarebbe come se i “suoni” emessi dal mittente non venissero compresi dal ricevente. Trasferito nell’attualità, è quanto accaduto durante il lockdown, quando alcune istituzioni culturali, senza averne le competenze, hanno provato a bypassare la chiusura fisica con attività virtuali che non hanno però minimamente intercettato il pubblico per cui erano state pensate, i giovani in particolar modo. Un esempio, quindi, di <strong>scollamento tra mondo digitale e realtà fisica</strong>. Per Dal Pozzolo se non esiste convergenza tra questi due universi non possiamo neanche avvicinarsi a quel modello di democrazia culturale partecipativa, stella polare di tutte le politiche di digitalizzazione.<br />
Passando a riflettere sulle &#8220;saldature&#8221; che il digitale permette rispetto a processi fino ad ora separati. Tagliagambe ha ricordato come siamo di fronte ad una <strong>trasformazione</strong> molto profonda: <strong>da sistemi che fondano la loro essenza sulle proprietà</strong> (definibili quindi a partire dall&#8217;enumerazione dei loro attributi) <strong>a sistemi basati sulle relazioni</strong> (che si definiscono quindi nell&#8217;interazione con altri sistemi e che per questo si proiettano verso l&#8217;esterno). Questa visione consente  una <strong>saldatura tra reale e virtuale</strong>, come accade, ad esempio, con una foto digitale, che non rappresenta la realtà ma la &#8220;costituisce&#8221; al termine di un processo che in parte è materiale, in parte immateriale: allo stesso modo il digitale salda pensiero critico e capacità operativa. Oppure come il territorio, bene materiale, che si trasforma in paesaggio quando si arricchisce di storie e relazioni immateriali. L&#8217;idea che il digitale cancelli i territori, i luoghi, le identità locali è una visione miope perché al contrario <strong>il digitale</strong> con la sua capacità di penetrazione oltre i confini fisici <strong>aumenta enormemente la possibilità di valorizzare i contesti locali</strong>.<br />
Un’<strong>ibridazione</strong> che aumenta il valore delle cose, se è vero, come scrisse Wittgestein, che la forza di una corda non è data dal fatto che una fibra corre per tutta la sua lunghezza, ma dal sovrapporsi di molte fibre l’una all’altra. E nessun timore che l’<strong>intelligenza artificiale</strong> possa mai sostituirci totalmente. Le è mancata, almeno fino ad oggi, la capacità di strutturare il tempo e la memoria. Il che rende l’Uomo unico nel saper pensare e realizzare un prodotto culturale che non solo viva nel tempo ma che con il passare di esso acquisisca valore.<br />
Quando però l’opera d’arte è creata, il digitale può e deve intervenire, ha replicato Dal Pozzolo, con la sua capacità di <strong>simulare</strong>, di creare una <strong>narrativa coinvolgente</strong>, di cambiarne la modalità di fruizione attraverso una visuale insolita per l’occhio umano.<br />
In definitiva, ha chiosato Tagliagambe, se non vogliamo fare la fine dell’Averroè “borgesiano”, troppo intento a leggere i libri della sua biblioteca per accorgersi che bastava affacciarsi sulla strada per trovare nel gioco di due bambini la risposta ai suoi dubbi, lasciamoci definitivamente alle spalle la <strong>rigidità tassonomica ottocentesca</strong> nell’approccio al bene culturale.<br />
Dal momento che <strong>un prodotto culturale</strong> autentico <strong>si valorizza nel tempo attraverso le interpretazioni</strong> che di esso vengono date, con la capacità del digitale di ampliare i pubblici, cresce anche il valore del bene culturale che si arricchisce di significati plurimi e differiti nel tempo.<br />
Facciamo dunque in modo che in un’istituzione culturale curatori e storici dell’arte non lavorino in comparti stagni rispetto agli ingegneri informatici. Solo facendo comunicare questi due “vasi” potremo creare delle feconde <strong>“Relazioni Digitali”</strong>.<br />
In allegato il programma dei prossimi appuntamenti.</p>
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            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/11/Relazioni-digitali_Calendario-3.pdf">Relazioni digitali_Calendario webinar</a> <small>(2 MB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Relazioni Digitali 2: l’ambito manageriale</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/relazioni-digitali-2-lambito-manageriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 12:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RELAZIONIDIGITALI]]></category>
		<category><![CDATA[TRASFORMAZIONEDIGITALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano i nostri appuntamenti per costruire la comunità della digitalizzazione insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Questa volta la domanda da cui si parte è: Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale? Ovvero, quale ruolo e che funzione per l’istituzione culturale nel processo di trasformazione digitale e quali modelli e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/relazioni-digitali-2-lambito-manageriale/">Relazioni Digitali 2: l’ambito manageriale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano i nostri appuntamenti per costruire la comunità della digitalizzazione insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. Questa volta la domanda da cui si parte è: <strong>Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</strong> Ovvero, quale ruolo e che funzione per l’istituzione culturale nel processo di trasformazione digitale e quali modelli e forme di management e governance adottare.<br />
Esplorando queste domande <strong>Luca Dal Pozzolo</strong> (Fondazione Fitzcarraldo, Osservatorio Culturale del Piemonte), <strong>Silvano Tagliagambe</strong> (Filosofo della Scienza, Università di Cagliari) e <strong>Gianluca Cepollaro</strong> (Direttore di STEP, Scuola per il governo del territorio e del paesaggio), dialogheranno sulla necessità di una ristrutturazione dei modelli organizzativi e gestionali delle istituzioni culturali coinvolte nei processi di digitalizzazione, per le quali ruolo, funzione, modelli, management e governance si ridefiniscono in un’ottica di valorizzazione di una nuova centralità della <strong>persona</strong> e del <strong>territorio</strong>.</p>
<p>L&#8217;incontro, in diretta <strong>lunedì 15 novembre ore 16.00 – 18.00</strong> dalla Biblioteca Angelica di Roma, è aperto al pubblico attraverso la piattaforma <a href="http://fad.fondazionescuolapatrimonio.it" target="_blank" rel="noopener">fad.fondazionescuolapatrimonio.it</a><br />
Al termine, i partecipanti potranno porre domande agli esperti e compilare un questionario per inviare suggerimenti e suggestioni.<br />
In allegato il calendario completo degli appuntamenti.</p>
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            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/11/Relazioni-digitali_Calendario-4.pdf">Relazioni digitali_Calendario webinar</a> <small>(2 MB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/relazioni-digitali-2-lambito-manageriale/">Relazioni Digitali 2: l’ambito manageriale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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