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	<title>MOSTRAMULTIMEDIALE Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
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	<title>MOSTRAMULTIMEDIALE Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>Emigrazione e multimediale</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2022 13:54:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Un luogo unico, pieno di multimedialità per rivivere le speranze, i dolori e i sacrifici degli immigrati italiani, storie che non possono essere dimenticate e che vanno tramandate alle future generazioni» Il messaggio del Ministro Franceschini cha ha presentato il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Principe, descrive [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Un luogo unico, pieno di multimedialità per rivivere le speranze, i dolori e i sacrifici degli immigrati italiani, storie che non possono essere dimenticate e che vanno tramandate alle future generazioni»<br />
Il messaggio del Ministro Franceschini cha ha presentato il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Principe, descrive al meglio la nuova struttura museale che la società ETT ha allestito, dotandola di apparati tecnologico e digitale di prim’ordine. 16 sale, 70 postazioni multimediali, 65 monitor, 25 proiettori laser in grado di raccontare oltre 200 storie di emigrazione attraverso 1300 immagini d’archivio.<br />
Ricordi, suggestioni, emozioni e volti dei migranti per un fenomeno che ha segnato la storia del nostro Paese negli ultimi due secoli: tutto raccontato in prima persona e con modalità immersiva.<br />
<a href="https://www.museidigenova.it/it/mei-museo-dellemigrazione-italiana">https://www.museidigenova.it/it/mei-museo-dellemigrazione-italiana</a></p>
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		<title>L’ascolto e la visione</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/lascolto-e-la-visione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 13:29:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 3 maggio, presso lo spazio espositivo dell’ICCD-Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, in via di San Michele 18 a Roma, inaugura la mostra &#8220;L’ascolto e la visione. Don Nicola Jobbi e l’Appennino centrale del XX secolo&#8221; a cura di Gianfranco Spitilli. Si tratta di una mostra fotografica e multimediale dedicata all’archivio e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 maggio, presso lo spazio espositivo dell’ICCD-Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, in via di San Michele 18 a Roma, inaugura la mostra &#8220;L’ascolto e la visione. Don Nicola Jobbi e l’Appennino centrale del XX secolo&#8221; a cura di Gianfranco Spitilli.<br />
Si tratta di una mostra fotografica e multimediale dedicata all’archivio e alle attività del parroco Don Nicola Jobbi nella montagna teramana a partire dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento. È un’indagine multiforme, appassionata e istintiva che ci restituisce oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, un corpus documentale realizzato dal sacerdote nel corso del suo incarico pastorale presso la comunità di Cerqueto di Fano Adriano, piccolo paese di pastori adagiato sopra un declivio roccioso nel fianco meridionale dell’Alta Valle del Vomano.<br />
Don Nicola Jobbi è stato anche un pioniere nel campo della ricerca etnomusicologica e antropologica, documentando la cultura orale di numerose comunità dell’area del Gran Sasso e dei Monti della Laga, con un approccio intensivo favorito dalla sua permanenza stabile in montagna. I documenti prodotti raccontano e testimoniano il tentativo coraggioso di un incontro umano irripetibile, di una sperimentazione culturale, sociale e politica fra un parroco e le sue comunità di accoglienza.<br />
Articolata in quattro sezioni, la mostra propone, in successione narrativa, fotografie, documenti sonori, video, installazioni sonore (accessibili tramite QRcode) che raccontano le origini di Don Nicola Jobbi, la sua formazione, il suo avvicinamento alla montagna, la sua passione etnografica, indissociabile dalla vocazione pastorale, dall’impegno religioso e sociale di parroco, e i tanti incontri che ne hanno nutrito e orientato nei decenni l’azione istintiva.<br />
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 31 agosto.<br />
<a href="http://www.iccd.beniculturali.it/it/150/archivio-news/5179/03_05_2022-31_08_2022-l-ascolto-e-la-visione_-don-nicola-jobbi-e-l-appennino-centrale-del-xx-secolo">http://www.iccd.beniculturali.it/it/150/archivio-news/5179/03_05_2022-31_08_2022-l-ascolto-e-la-visione_-don-nicola-jobbi-e-l-appennino-centrale-del-xx-secolo</a></p>
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		<title>Il primo divo moderno</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-primo-divo-moderno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 11:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ considerata la prima icona pop del Novecento, il primo cantante ad essere inciso su disco e il primo a vendere più di un milione di dischi per una singola registrazione. Enrico Caruso, di cui nel 2021 si celebra il centenario della morte, è il protagonista della mostra multimediale “Enrico Caruso &#8211; Da Napoli a New [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ considerata <strong>la prima icona pop del Novecento</strong>, il primo cantante ad essere inciso su disco e il primo a vendere più di un milione di dischi per una singola registrazione.<br />
Enrico Caruso, di cui nel 2021 si celebra il centenario della morte, è il protagonista della mostra multimediale “<strong>Enrico Caruso &#8211; Da Napoli a New York</strong>” che oggi inaugura presso il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong>.<br />
L’evento si avvale della consulenza musicale di <strong>Simona Frasca</strong>, musicologa e docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e mette a fuoco con uno sguardo nuovo la figura di Caruso, prima star mediatica moderna e rappresentante dell’emigrazione italiana, capace di conservare e innovare le tradizioni dello spettacolo con un impatto significativo sui media statunitensi.<br />
La mostra è realizzata da Fondazione Campania dei Festival e Fondazione Film Commission Regione Campania, con il sostegno della Regione Campania e in collaborazione con il MANN e con <strong>l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA)</strong>. Ricco e variegato il materiale esposto: oltre <strong>250 immagini fotografiche</strong>, provenienti dal Metropolitan Opera Archive di New York, dalla Caruso Collection presso il Peabody Institute (Johns Hopkins) di Baltimora e dal museo Enrico Caruso di Villa Bellosguardo a Lastra a Signa. E poi tanto <strong>reperti audiovisivi d’epoca</strong>, cinegiornali, ma anche <strong>registrazioni audio originali</strong>. Nell’ambito della mostra è prevista la proiezione del <strong>documentario “Enrico Caruso: The Greatest Singer in the World”</strong>, diretto da Giuliana Muscio e prodotto dalla Direzione Generale per gli italiani all’estero del Ministero degli Affari Esteri.</p>
<p><a href="https://fondazionecampaniadeifestival.it/progetto/enrico-caruso-la-voce-il-mito/">https://fondazionecampaniadeifestival.it/progetto/enrico-caruso-la-voce-il-mito/ </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-primo-divo-moderno/">Il primo divo moderno</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>La cultura aiuta a stare bene</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-cultura-aiuta-a-stare-bene/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 13:34:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ scientificamente provato che la fruizione dell’arte, quale essa sia, crei un ambiente favorevole per i pazienti, aiutandoli ad affrontare le terapie e a gestire stress e paure: si chiama Digital Therapy. E a questa disciplina guarda il progetto“Art4ART” (acronimo di “Arte per la radioterapia avanzata”) presentato oggi presso il Centro di radioterapia oncologica “Gemelli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ scientificamente provato che la fruizione dell’arte, quale essa sia, crei un ambiente favorevole per i pazienti, aiutandoli ad affrontare le terapie e a gestire stress e paure: si chiama Digital Therapy.<br />
E a questa disciplina guarda il progetto“Art4ART” (acronimo di “Arte per la radioterapia avanzata”) presentato oggi presso il Centro di radioterapia oncologica “Gemelli ART” del Policlinico Gemelli di Roma, in collaborazione con l’Associazione Attilio Romanini. Art4ART prevederà, una volta a regime, una serie di postazioni tecnologiche a disposizione dei ricoverati e degli accompagnatori della struttura, dove poter fruire di contenuti artistici e paesaggistici multimediali: dalla visita virtuale di un museo, alla visione di un film o di un concerto ad una passeggiata virtuale ed immersiva nella natura.<br />
<a href="https://www.gemelliart.it/art-4-art/">https://www.gemelliart.it/art-4-art/</a></p>
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		<title>Dalì a 360°</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/dali-a-360/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 12:31:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per un artista così sfaccettato, sempre sul filo tra realtà e immaginazione, la multimedialità è il miglior approccio per provare a descriverne opere e concetti. E’ quello che ha pensato il gruppo Crossmedia, in collaborazione con lo Studio Monogrid, quando ha deciso di realizzare “Inside Dalì”, mostra immersiva dedicata ad uno dei principali interpreti del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per un artista così sfaccettato, sempre sul filo tra realtà e immaginazione, la multimedialità è il miglior approccio per provare a descriverne opere e concetti.<br />
E’ quello che ha pensato il gruppo Crossmedia, in collaborazione con lo Studio Monogrid, quando ha deciso di realizzare “Inside Dalì”, mostra immersiva dedicata ad uno dei principali interpreti del surrealismo, da poco inaugurata a Firenze, presso la Cattedrale dell’Immagine, parte della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte.<br />
Il cuore della mostra è rappresentato da uno spazio multimediale a 360°, con una superficie di più di 400mq dove il visitatore per oltre 35 minuti viene catapultato nel mondo personale e artistico di Salvator Dalì. Ma l’esposizione non è solo virtuale, sono infatti presenti testimonianze fisiche della sua arte, come le cento xilografie originali ricavate dagli acquerelli che il pittore realizzò per la Divina Commedia.<br />
<a href="https://www.insidedali.it/">www.insidedalì.it</a></p>
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		<title>Raffaello giramondo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2021 12:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta il tour mondiale di “Magister Raffaello”, la mostra multimediale dedicata al genio urbinate a 500 anni dalla sua morte. L’installazione, prodotta da Magister Art e promossa dal Ministero degli Affari Esteri, a settembre approderà al Museo Artequin di Santiago del Cile dopo aver già toccato Austria, Vietnam e Messico. Attraverso sei spazi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/raffaello-giramondo/">Raffaello giramondo</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta il tour mondiale di “Magister Raffaello”, la mostra multimediale dedicata al genio urbinate a 500 anni dalla sua morte. L’installazione, prodotta da Magister Art e promossa dal Ministero degli Affari Esteri, a settembre approderà al Museo Artequin di Santiago del Cile dopo aver già toccato Austria, Vietnam e Messico.<br />
Attraverso sei spazi dedicati, il visitatore può ripercorrere luoghi, opere e persone vicine a Raffaello attraverso una narrazione “aumentata” e multimediale per un format di mostra facilmente allestibile e trasportabile in diverse location. I contenuti della mostra sono inoltre pensati per essere destinati a un pubblico multitarget con due percorsi, uno per adulti e l&#8217;altro per bambini, fruibili anche attraverso un&#8217;apposita app in 4 lingue.<br />
<a href="https://www.magister.art/it/mostre_magister/magister-raffaello/">https://www.magister.art/it/mostre_magister/magister-raffaello/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/raffaello-giramondo/">Raffaello giramondo</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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