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	<title>ICOM Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<title>ICOM Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>Incontro a Bologna: &#8220;Il museo. Una storia mondiale&#8221;</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/incontro-a-bologna-il-museo-una-storia-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 08:54:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che significato ha oggi l’istituzione museo per la società del XXI secolo? A distanza di solo qualche mese dalla nuova definizione data da ICOM, e a coronamento delle celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Ulisse Aldrovandi, il Sistema Museale di Ateneo e il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna promuovono un confronto tra lo storico della cultura Krzysztof Pomian e alcuni ospiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che significato ha oggi l’<strong>istituzione museo</strong> per la società del XXI secolo? A distanza di solo qualche mese dalla nuova definizione data da ICOM, e a coronamento delle celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Ulisse Aldrovandi, il <strong>Sistema Museale di Ateneo</strong> e il <strong>Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna</strong> promuovono un confronto tra lo storico della cultura <strong>Krzysztof Pomian</strong> e alcuni<strong> ospiti d’eccezione</strong>, partendo proprio dalla sua ultima, monumentale impresa intellettuale, dedicata al museo come fenomeno mondiale. Il <strong>23 marzo, alle 17:30</strong> presso l&#8217;Aula Giorgio Prodi del Dipartimento di Storia Culture Civiltà, il direttore della Digital Library, <strong>Laura Moro</strong>, discuterà l&#8217;opera con l&#8217;autore, insieme a <strong>Michele Lanzinger</strong>, presidente di <strong>ICOM Italia</strong>, e <strong>Salvatore Settis</strong>, professore emerito della Scuola Normale di Pisa.</p>
<p>L&#8217;incontro anticipa la cerimonia di conferimento a Krzysztof Pomian del <em>Sigillum Magnum</em> di Ateneo, la massima onorificenza che l&#8217;Alma Mater offre ai suoi ospiti più illustri, che si svolgerà venerdì 24 marzo, alle 17, nell&#8217;Aula Absidale di Santa Lucia a Bologna. La cerimonia rappresenta il culmine del programma culturale predisposto dall’Ateneo con il suo Sistema Museale per il cinquecentenario aldrovandiano (1522-2022), dato che Pomian ha riservato da decenni la sua attenzione ad Ulisse Aldrovandi ed al suo primo esperimento pionieristico di museo scientifico.</p>
<p>Krzysztof Pomian, nato a Varsavia nel 1934, è emigrato in Francia nel 1973. Ha trascorso tutta la sua carriera presso il <em>CNRS-Centre national de la recherche scientifique</em> di Parigi, insegnando all’<em>École des hautes études en sciences sociales</em>, all’<em>École du Louvre</em>, all’Università di Ginevra e in altre università straniere. Attualmente è il direttore scientifico del Museo d&#8217;Europa a Bruxelles. La sua attività di ricerca storico-filosofica si è focalizzata sulla filosofia della conoscenza, la storia della cultura europea, la storia della storiografia, delle collezioni e dei musei. La sua grande opera, <strong>Il museo. Una storia mondiale</strong>, è stata pubblicata da <em>Éditions Gallimard</em> in tre volumi <em>Du trésor au musée</em> (2020), <em>L’ancrage européen 1789-1850</em> (2021), <em>À la conquête du monde 1850-2020</em> (2022), nella collezione <em>Bibliothèque illustrée des histoires</em>. L’edizione italiana dell’opera è in corso di pubblicazione presso Einaudi.</p>
<p><a href="https://sma.unibo.it/it/agenda/il-museo-una-storia-mondiale">https://sma.unibo.it/it/agenda/il-museo-una-storia-mondiale</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/incontro-a-bologna-il-museo-una-storia-mondiale/">Incontro a Bologna: &#8220;Il museo. Una storia mondiale&#8221;</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Un progetto per il museo del futuro</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/un-progetto-per-il-museo-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 13:25:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al MAXXI di Roma si è tenuto il workshop “Verso un museo del futuro”, organizzato da Fondazione Kainòn in collaborazione con ICOM Italia. All&#8217;evento hanno partecipato numerosi professionisti del settore, che, divisi in tre tavoli di lavoro, hanno discusso dell’impatto degli strumenti digitali, rispettivamente sui nuovi modelli di business applicati alla realtà museale, sull&#8217;accessibilità e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/un-progetto-per-il-museo-del-futuro/">Un progetto per il museo del futuro</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al MAXXI di Roma si è tenuto il workshop <strong>“Verso un museo del futuro”</strong>, organizzato da Fondazione Kainòn in collaborazione con <strong>ICOM Italia</strong>. All&#8217;evento hanno partecipato numerosi professionisti del settore, che, divisi in tre tavoli di lavoro, hanno discusso dell’impatto degli <strong>strumenti digitali</strong>, rispettivamente sui nuovi modelli di business applicati alla realtà museale, sull&#8217;accessibilità e sulla ricostruzione di mondi, luoghi e milieu.</p>
<p><strong>Alessandro Bollo</strong>, Senior Project Manager di La Fabbrica del Vapore, che ha coordinato la discussione del tavolo <strong><em>Strumenti digitali e nuovi modelli di business</em></strong>, ha dichiarato: “Per nuovi modelli di business si intende la capacità oggi dei musei, attraverso degli approcci al digitale, di produrre valore. Valore inteso sicuramente dal punto di vista dell’attenzione economica degli investimenti, ma soprattutto valore inteso come capacità di produrre impatto, coinvolgimento di nuovi pubblici, reputazione, comunicazione e soprattutto lavorare su delle linee di innovazione. Un punto che in parte il <strong>Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio culturale</strong> già ci indica, prospettando la possibilità di utilizzare i contenuti digitali come accesso universale, ma anche come possibilità di un loro riuso operativo. Soprattutto la possibilità di integrarli in un sistema di offerta che preveda la possibilità di offrire percorsi di tipo educativo-didattico, delle attività di natura espositiva, ma anche delle attività più strettamente legate a logiche di membership, di costruzione di comunità, di opportunità di integrare tutti i contenuti digitali in un’offerta allargata”.</p>
<p><strong>Anna Maria Marras</strong>, ricercatrice presso il dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, ha guidato i lavori del tavolo <strong><em>Strumenti digitali per l’accessibilità</em></strong>. La ricercatrice ha posto l’accento in particolare sull&#8217;<strong>obsolescenza</strong> delle tecnologie: è necessario, ha osservato la Marras, privilegiare quelle tecnologie che offrono un’esperienza coinvolgente senza subire un’obsolescenza troppo rapida. Inoltre, grande spazio è stato dato all&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> come un importante strumento a sostegno dell’accessibilità ai musei, sottolineando al contempo la questione degli aspetti etici legati alla creazione di contenuti appropriati a una funzione veramente inclusiva.</p>
<p><strong>Luca Dal Pozzolo</strong>, responsabile delle attività di ricerca presso Fondazione Fitzcarraldo, ha curato i lavori del tavolo di discussione <strong><em>Strumenti digitali per ricostruire mondi, luoghi, milieu</em></strong>, che hanno favorito l’incontro tra responsabili dei musei e sviluppatori di tecnologie, con l’obiettivo di dispiegare al meglio le potenzialità della tecnologia nel coinvolgimento dei visitatori. Inoltre, da tali riflessioni è emersa una convergenza di vedute riguardo alla necessità di <strong>accompagnare le istituzioni</strong> che si occupano di cultura lungo un percorso che consenta loro di affrontare le sfide del digitale.</p>
<p><strong>Barbara Landi</strong>, responsabile Comunicazione, eventi e progetti speciali di ICOM Italia, ha precisato che non si tratta di una mera riflessione su come applicare le tecnologie all&#8217;interno delle istituzioni culturali, ma di <strong>ridefinire strategie ed obiettivi</strong>, adottando un pensiero che assuma il digitale come una dimensione complementare e non alternativa all&#8217;agire nei confronti di patrimoni, pubblici, comunità/territori.</p>
<p>Fondazione Kainòn partirà dal lavoro dei tre tavoli di discussione per identificare, sostenere e implementare dei progetti concreti che saranno presentati in un evento pubblico di restituzione previsto nel 2023.</p>
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		<title>Transizione digitale e musei</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/transizione-digitale-e-musei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 13:49:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le potenzialità della transizione digitale applicata all’offerta museale? Quali nuove modalità di accesso può offrire e che tipo di pubblico può attrarre? A queste ed altre domande intende rispondere il primo webinar realizzato in collaborazione tra British Council e ICOM Italia, nell’ambito del programma “Museums Revisited”, in programma il 17 ottobre a partire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/transizione-digitale-e-musei/">Transizione digitale e musei</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le potenzialità della transizione digitale applicata all’offerta museale? Quali nuove modalità di accesso può offrire e che tipo di pubblico può attrarre?<br />
A queste ed altre domande intende rispondere il primo webinar realizzato in collaborazione tra British Council e ICOM Italia, nell’ambito del programma “Museums Revisited”, in programma il 17 ottobre a partire dalle 17.<br />
L’introduzione dell’incontro &#8220;Audience Engagement: innovative digital approaches&#8221; sarà a cura di Alessandro Bollo, senior project manager della “Fabbrica del vapore”, seguito da Sofia Bilotta che spiegherà come il riallestimento della collezione permanente del MAXXI sia stato pensato tenendo conto dei dati rilevati dal pubblico. Seguirà l’intervento di Katy Price che presenterà &#8220;Explore the Collections&#8221;, la nuova esperienza digitale offerta al pubblico dal Victoria And Albert Museum.<br />
Per il programma e il modulo di iscrizione: <a href="https://www.icom-italia.org/audience-engagement-innovative-digital-approaches-17-ottobre-2022/">https://www.icom-italia.org/audience-engagement-innovative-digital-approaches-17-ottobre-2022/</a></p>
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		<title>Incontro pubblico sul PND</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/incontro-pubblico-sul-pnd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 11:21:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguire il confronto sui contenuti del Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND) insieme alle Associazioni AIUCD, AIB, ANAI, ICOM, dopo la pubblicazione dello stesso su https://partecipa.gov.it/processes/piano-nazionale-digitalizzazione-patrimonio-culturale, anche per sollecitare la partecipazione al processo di consultazione dei soci nonché più in generale di istituzioni, professionisti e ricercatori interessati. Con questo obiettivo, lunedì 30 maggio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/incontro-pubblico-sul-pnd/">Incontro pubblico sul PND</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguire il confronto sui contenuti del <strong>Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND)</strong> insieme alle Associazioni <strong>AIUCD</strong>, <strong>AIB</strong>, <strong>ANAI</strong>, <strong>ICOM,</strong> dopo la pubblicazione dello stesso su <a href="https://partecipa.gov.it/processes/piano-nazionale-digitalizzazione-patrimonio-culturale">https://partecipa.gov.it/processes/piano-nazionale-digitalizzazione-patrimonio-culturale</a>, anche per sollecitare la partecipazione al <strong>processo di consultazione</strong> dei soci nonché più in generale di istituzioni, professionisti e ricercatori interessati.<br />
Con questo obiettivo, l<strong>unedì 30 maggio alle 16.30</strong>, è stato fissato un<strong> incontro pubblico</strong> sul<strong> canale youtube di AIB</strong>, in cui la Direttrice della Digital Library, Laura Moro, presenterà la visione e le prospettive del progetto complessivo, la metodologia seguita e i principali contenuti del PND.<br />
<a href="https://www.youtube.com/c/AIBAssociazioneItalianaBiblioteche">https://www.youtube.com/c/AIBAssociazioneItalianaBiblioteche</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/incontro-pubblico-sul-pnd/">Incontro pubblico sul PND</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>I nuovi professionisti MAB</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/i-nuovi-professionisti-mab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 10:38:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accessibilità e la tutela dei beni culturali, grazie anche all&#8217;impiego diffuso di tecnologie e della IA, richiedono oggi nuovi approcci, nuove competenze e percorsi di formazione per i professionisti del futuro. Questi potranno essere trasversali agli ambiti disciplinari tradizionali (Musei, Archivi, Biblioteche) e saranno indispensabili per una gestione consapevole e sostenibile del patrimonio culturale analogico, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/i-nuovi-professionisti-mab/">I nuovi professionisti MAB</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accessibilità e la tutela dei beni culturali, grazie anche all&#8217;impiego diffuso di tecnologie e della IA, richiedono oggi nuovi approcci, nuove competenze e percorsi di formazione per i professionisti del futuro. Questi potranno essere trasversali agli ambiti disciplinari tradizionali (Musei, Archivi, Biblioteche) e saranno indispensabili per una gestione consapevole e sostenibile del patrimonio culturale analogico, immateriale, digitalizzato e nativo digitale.<br />
Se ne parlerà nel Workshop “<strong>Quali professionisti in ambito MAB?</strong>”, organizzato da <strong>SOS Archivi</strong> e MAB (il coordinamento creato tra <strong>AIB</strong> &#8211; Associazione Italiana Biblioteche, <strong>ANAI</strong> &#8211; Associazione Nazionale Archivistica Italiana e <strong>ICOM Italia</strong> &#8211; International Council of Museum) in programma in presenza e on line il prossimo <strong>10 marzo a partire dalle 16.00</strong>.<br />
Per il programma completo e per iscriversi:<br />
<a href="https://mailchi.mp/4d51f43a38db/diretta-streaming-gioved-10-marzo-h1600?e=aa21e4bfac">https://mailchi.mp/4d51f43a38db/diretta-streaming-gioved-10-marzo-h1600?e=aa21e4bfac</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/i-nuovi-professionisti-mab/">I nuovi professionisti MAB</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Di quali strumenti giuridici disponiamo per governare la transizione digitale?</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 10:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Ubi societas ibi ius”. “Ad ogni epoca la sua arte e ad ogni arte la sua libertà”. Queste due frasi, la prima una celebre massima latina, la seconda incisa sulla facciata del palazzo della Secessione a Vienna, potrebbero riassumere al meglio i contenuti emersi nel terzo appuntamento di “Relazioni Digitali”, il webinar organizzato martedì 23 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">Di quali strumenti giuridici disponiamo per governare la transizione digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ubi societas ibi ius”. “Ad ogni epoca la sua arte e ad ogni arte la sua libertà”.<br />
Queste due frasi, la prima una celebre massima latina, la seconda incisa sulla facciata del palazzo della Secessione a Vienna, potrebbero riassumere al meglio i contenuti emersi nel <strong>terzo appuntamento di “Relazioni Digitali”</strong>, il webinar organizzato martedì 23 novembre dalla <strong>Digital Library del MiC in collaborazione con la Fondazione Scuola dei  beni e delle attività culturali</strong>. Questa volta a confrontarsi sugli aspetti giuridici del processo di digitalizzazione dei beni culturali sono state <strong>Paola Pisano</strong>, già Ministro per l&#8217;innovazione tecnologica e la digitalizzazione e oggi docente di Gestione dell&#8217;Innovazione all&#8217;Università degli Studi di Torino, e <strong>Deborah De Angelis</strong>, avvocato cassazionista e direttrice del Capitolo italiano di Creative Commons. A moderare l’incontro <strong>Ernesto Belisario</strong>, avvocato ed esperto di diritto delle tecnologie e innovazione nella Pubblica Amministrazione.<br />
Già dalle prime battute è stato sottolineato come il <strong>processo di transizione digitale, oltre che essere inevitabile, non può che portare benefici tanto alla società civile quanto alla PA e al comparto economico privato</strong>. L’accesso alla cultura è di per sé un fattore abilitante, e la natura stessa del web va nella direzione di un ampliamento della condivisione di tutto il materiale che circola nella rete, beni culturali inclusi. In particolare, ha sottolineato in apertura la Pisano, il digitale applicato ai beni culturali, oltre ad allargarne la fruizione, permette un rapporto più proficuo e trasversale tra gli artisti, dando loro la possibilità di attivare modalità di fundraising e di creare nuovi modelli di business.<br />
Ma se è vero, come ribadito da Belisario, che il diritto da sempre insegue la società, anche il processo di digitalizzazione del patrimonio culturale ha richiesto e richiede un intervento di ambito normativo. In tal senso, la De Angelis ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto da <strong>Creative Commons</strong>, l’organizzazione internazionale non profit nata all’alba di questo secolo per ampliare la gamma di opere disponibili alla condivisione e all&#8217;utilizzo pubblico in maniera legale, colmando le lacune delle rigide regole del tradizionale diritto d’autore per sua natura esclusivo e strutturalmente inadeguato ai nuovi media digitali e alla presenza sempre più pervasiva del web nelle nostre vite. Una nuova visione, quella proposta da Creative Commons, che spinge <strong>verso una condivisione aperta e un dialogo più stretto tra creatori, possessori e fruitori di contenuti culturali</strong>. I decisori politici europei, già a partire dalla Convenzione di Faro del 2005, hanno mostrato di condividerne alcune istanze, sulla base del principio per cui il patrimonio culturale, memoria dei popoli, va condiviso nella maniera più aperta possibile.<br />
Abbattere le barriere della fruizione che ostacolano la libera circolazione dei dati relativi al patrimonio cultuale è ormai &#8211; secondo la Pisano &#8211; un processo irreversibile che non può che portare vantaggi. Ci si muoverebbe così nel solco di quanto già stabilito per<strong> i dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione</strong> che, secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale, <strong>devono essere “open by default”</strong>, ovvero pubblicati secondo gli standard dell’accesso aperto, ad eccezione di ristrette e specifiche categorie di dati sensibili.<br />
In tal senso si è mossa anche la <strong>Direttiva UE 2019/790</strong> del Parlamento europeo, che all’art.14 sottolinea che “alla scadenza della durata di protezione di un&#8217;opera delle arti visive, il materiale derivante da un atto di riproduzione di tale opera non sia soggetto al diritto d&#8217;autore o a diritti connessi, a meno che il materiale risultante da tale atto di riproduzione sia originale nel senso che costituisce una creazione intellettuale propria dell&#8217;autore”. Una indicazione volta ad un duplice scopo: aprire il campo alla circolazione delle riproduzioni del patrimonio culturale e, al contempo, tutelare la proprietà intellettuale di chi trae ispirazione dallo stesso.<br />
Non vi sono dunque più ostacoli alla libera circolazione delle riproduzioni dei beni culturali?<br />
In risposta alla domanda di Belisario, la De Angelis ha osservato come in realtà permanga ancora molto scetticismo su questo tema da parte di <strong>molte istituzioni pubbliche italiane, ancora bloccate nell’eterno dualismo tra tradizione ed evoluzione</strong>. Molti istituti, infatti, ancora affrontano la paura di perdere il controllo sulle proprie opere, trascurando così la fondamentale mission della condivisione e della valorizzazione delle stesse. Occorre pertanto un cambiamento culturale profondo, che sappia riconoscere il ruolo cruciale della formazione in materia di diritti e copyright a tutti i livelli: <strong>senza la formazione non c’è trasformazione, e senza trasformazione non c’è futuro</strong>.<br />
La libera circolazione delle riproduzioni dei beni culturali offre svariate opportunità, ha aggiunto la Pisano. Ad esempio l’Open Innovation e la Cross-Fertilisation, ovvero approcci applicati a specifici settori per rinnovare il mercato grazie all’uso di specifiche tecnologie. Pensiamo ad un settore tradizionalmente poco innovativo come quello immobiliare, che ultimamente è stato rivitalizzato grazie all’uso intrecciato dell’intelligenza artificiale, del neuromarketing e di precise tecniche cinematografiche.<br />
Sulla contrapposizione tra Pubblico e Privato, Belisario ha chiesto poi come il digitale possa aiutare la creazione di partnership più virtuose. Sulla questione la Pisano non ha avuto dubbi: precondizione necessaria per la collaborazione fra pubblico e privato è <strong>fornire le stesse possibilità a tutti i soggetti, evitando situazioni monopoliste e tutelando tutto ciò che viene messo in condivisione</strong>. In questo senso, l’attuazione del <strong>PNRR</strong> sarà un banco di prova decisivo. Il digitale è anche in questo caso un fattore abilitante, che induce a ripensare nuovi modi di essere per le istituzioni, che hanno a disposizione moderni strumenti, come il project financing e il procurement innovativo, per entrare in relazione con il mondo delle imprese.<br />
Una collaborazione che potrebbe riguardare anche l’apparato normativo, dove il privato può suggerire strumenti giuridici paralleli e di supporto. In tal senso la De Angelis ha ricordato come la standardizzazione nelle Creative Commons può essere un’ottima base di partenza. Oggi si è arrivati alla <strong>versione 4.0</strong>, che ricalca il modello del diritto d’autore americano delle licenze unported, ovvero licenze che non sono associate alla giurisdizione specifica di nessuno paese, e sono in teoria compatibili con la maggior parte delle legislazioni in materia di copyright. La licenza CC BY 4.0 permette di condividere e modificare in ogni modo la risorsa a cui è associata, anche per fini commerciali, a condizione che venga riconosciuta la paternità della risorsa, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. Le licenze Creative Commons vengono impiegate attualmente per 2 miliardi di contenuti e da 9 milioni di siti. A fronte di questi importanti numeri, Creative Commons può vantare un <strong>bassissimo tasso di contenziosi in atto in merito alla proprietà dei dati forniti di licenza CC</strong>. Merito anche della disponibilità al confronto con altri player del settore, come ad esempio ICOM, e dei tanti vantaggi dall’aderire ad uno standard comune. L’adozione di una standardizzazione internazionale in materia di diritti di riproducibilità porta infatti con sé i benefici della <strong>semplificazione della gestione</strong>, di una più facile comunicazione e della riduzione dei conflitti nelle relazioni con gli stakeholders.<br />
Ma questo, si sa, è un terreno in continuo mutamento: una tempesta tecnologica che “mai non resta”. Bellisario ha dunque chiesto se con le new entries nel mondo digitale, ad esempio <strong>la tecnologia 3D e il metaverso</strong>, potranno affacciarsi <strong>nuove problematiche</strong>. Al riguardo la Pisano non ha nascosto che l’importanza sempre crescente del virtuale pone il rischio di accentuare il <strong>“digital divide”</strong> e di mettere in discussione i principi della privacy e dell’etica in generale, A fronte di tali rischi, possibili soluzioni potranno essere progettate <strong>affiancando alle politiche esclusivamente “data driven” anche delle analisi qualitative</strong> per governare le nuove modalità di fruizione e di produzione della cultura, accettando la sfida di ripensare gli attuali modelli di governance e di business.<br />
Il traguardo del <strong>2026</strong>, termine degli investimenti del PNRR, sembra lontano, ma non lo è affatto. E tutti e tre i relatori hanno infatti convenuto che per arrivare all’obiettivo bisogna comprendere appieno le potenzialità offerte dal digitale, <strong>abbandonando gli steccati ideologici legati al concetto di proprietà</strong>, elaborando regole chiare e condivise, grazie a una gestione a monte del processo: da una parte la tutela e il controllo sull’origine dell’opera, dall’altra però <strong>un ecosistema aperto e inclusivo con regole chiare e uguali</strong> per tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>In allegato il calendario completo degli appuntamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<!-- WP Attachments -->
        <div style="width:100%;margin:10px 0 10px 0;">
            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/11/Relazioni-Digitali_Calendario-appuntamenti.pdf">Relazioni Digitali_Calendario appuntamenti</a> <small>(2 MB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/di-quali-strumenti-giuridici-disponiamo-per-governare-la-transizione-digitale/">Di quali strumenti giuridici disponiamo per governare la transizione digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Report ICOM: i risultati della seconda fase</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/documenti/report-icom-i-risultati-della-seconda-fase/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 11:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[ICOM]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/?p=3305</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il Report del processo di consultazione sulle parole chiave proposto da ICOM Define per la "definizione di museo".</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/documenti/report-icom-i-risultati-della-seconda-fase/">Report ICOM: i risultati della seconda fase</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 luglio è stato pubblicato il Report che restituisce i risultati della seconda fase (gennaio-aprile 2021), del processo di consultazione proposto da <strong>ICOM Define</strong> (o, meglio, il Comitato permanente <em>Museum Define</em>) per elaborare un nuovo testo da sottoporre al vaglio dell’Assemblea generale del 2022 a Praga.</p>
<p>All’indagine hanno partecipato 97 comitati nazionali e internazionali e alleanze regionali.</p>
<p>I termini ricorrenti con maggiore frequenza nelle risposte confermano in gran parte quelli da tempo in uso nella comunità museale, come <strong>ricerca</strong> (76%), <strong>conservazione/salvaguardia</strong> (74%), <strong>patrimonio</strong> (72%), <strong>educazione/didattica</strong> (71%), <strong>collezione</strong> (60%), <strong>esposizione</strong> (60%). Vengono proposte però con forza anche nuove parole chiave &#8211; come inclusivo (66%), accessibile (45%), comunità (51%) diversità (44%) &#8211; che esaltano la funzione sociale del museo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<ul>
<li>Vai alla pagina di riferimento <a href="http://www.icom-italia.org/report-icom-sulle-parole-chiave-proposte-dai-comitati-nazionali-e-internazionali-fase-2/" target="_blank" rel="noopener">http://www.icom-italia.org/report-icom-sulle-parole-chiave-proposte-dai-comitati-nazionali-e-internazionali-fase-2/ </a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/documenti/report-icom-i-risultati-della-seconda-fase/">Report ICOM: i risultati della seconda fase</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;International Museum Day 2021 parla di innovazione</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/linternational-museum-day-2021-parla-di-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 15:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ICOM]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/?p=1037</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’emergenza pandemica non si ancora conclusa ma già è tempo di bilanci, in alcuni casi drammatici, soprattutto se consideriamo il settore culturale, tra i più colpiti dal lockdown. Quanto successo è però servito anche ad identificare le diverse criticità riguardanti il mondo dei musei e ad incoraggiarne innovazioni, digitalizzazione e nuove forme di fruizione e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/linternational-museum-day-2021-parla-di-innovazione/">L&#8217;International Museum Day 2021 parla di innovazione</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza pandemica non si ancora conclusa ma già è tempo di bilanci, in alcuni casi drammatici, soprattutto se consideriamo il settore culturale, tra i più colpiti dal lockdown.<br />
Quanto successo è però servito anche ad identificare le diverse criticità riguardanti il mondo dei musei e ad incoraggiarne innovazioni, digitalizzazione e nuove forme di fruizione e divulgazione. Solo cogliendo questa sfida potremo affermare che la crisi è stata davvero motore di rilancio e cambiamento.<br />
Con il tema “Il futuro dei musei: rigenerarsi e reinventarsi”, l’International Museum Day 2021 (IMD 2021) di ICOM, in programma il 18 maggio, invita dunque strutture museali, professionisti del settore e comunità a sviluppare, immaginare e condividere nuove pratiche di (co)creazione di valori, nuovi modelli commerciali per le istituzioni culturali e soluzioni innovative per le sfide sociali, economiche e ambientali del presente.<br />
Per partecipare e saperne di più:<br />
<a href="http://www.icom-italia.org/international-museum-day-2021-il-futuro-dei-musei-rigenerarsi-e-reinventarsi/#tema">http://www.icom-italia.org/international-museum-day-2021-il-futuro-dei-musei-rigenerarsi-e-reinventarsi/#tema</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/eventi/linternational-museum-day-2021-parla-di-innovazione/">L&#8217;International Museum Day 2021 parla di innovazione</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Copyright e licenze aperte per la cultura nel web</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/documenti/copyright-e-licenze-aperte-per-la-cultura-nel-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 11:11:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[COPYRIGHT]]></category>
		<category><![CDATA[ICOM]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/?p=993</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un utile strumento per fare chiarezza su limiti e opportunità che la normativa europea ha stabilito in merito al riuso e la divulgazione delle riproduzioni digitali di risorse culturali nel web. Sono le FAQ sulla legge europea sul diritto d’autore preparate da ICOM Italia. Un utile strumento a disposizione in vista del recepimento della direttiva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/documenti/copyright-e-licenze-aperte-per-la-cultura-nel-web/">Copyright e licenze aperte per la cultura nel web</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un utile strumento per fare chiarezza su limiti e opportunità che la normativa europea ha stabilito in merito al riuso e la divulgazione delle riproduzioni digitali di risorse culturali nel web.<br />
Sono le FAQ sulla legge europea sul diritto d’autore preparate da ICOM Italia. Un utile strumento a disposizione in vista del recepimento della direttiva (2019/790) sul diritto d&#8217;autore nel mercato unico digitale, che dovrà avvenire entro giugno 2021. Le trovate al link sottostante</p>
<p><a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/04/FAQ-DIRITTO-DAUTORE-COPYRIGHT-E-LICENZE-APERTE-PER-LA-CULTURA-NEL-WEB-10_03_2021-1.pdf">FAQ DIRITTO D’AUTORE, COPYRIGHT E LICENZE APERTE PER LA CULTURA NEL WEB &#8211; 10_03_2021 (1)</a></p>
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        <div style="width:100%;margin:10px 0 10px 0;">
            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/04/FAQ-DIRITTO-DAUTORE-COPYRIGHT-E-LICENZE-APERTE-PER-LA-CULTURA-NEL-WEB-10_03_2021-1.pdf">FAQ DIRITTO D’AUTORE, COPYRIGHT E LICENZE APERTE PER LA CULTURA NEL WEB - 10_03_2021 (1)</a> <small>(851 kB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/documenti/copyright-e-licenze-aperte-per-la-cultura-nel-web/">Copyright e licenze aperte per la cultura nel web</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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