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	<title>COLLEZIONIDIGITALI Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
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	<title>COLLEZIONIDIGITALI Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>La &#8220;Bit List&#8221; globale delle specie digitali in via di estinzione</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-bit-list-globale-delle-specie-digitali-in-via-di-estinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 10:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ARCHIVIODIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[BIBLIOTECADIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[COLLEZIONIDIGITALI]]></category>
		<category><![CDATA[CONSERVAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La conservazione digitale è il processo di mantenimento, gestione e protezione delle informazioni digitali in modo che rimangano accessibili e utilizzabili nel tempo. Una risorsa aperta e ad accesso libero per la difesa della conservazione digitale, la Global Bit List of Endangered Digital Species (o Bit List in breve) del DPC è una lista di materiali digitali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-bit-list-globale-delle-specie-digitali-in-via-di-estinzione/">La &#8220;Bit List&#8221; globale delle specie digitali in via di estinzione</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>conservazione digitale</strong> è il processo di mantenimento, gestione e protezione delle <strong>informazioni digitali</strong> in modo che rimangano accessibili e utilizzabili nel tempo.</p>
<p>Una risorsa aperta e ad accesso libero per la difesa della conservazione digitale, la <strong><em>Global Bit List of Endangered Digital Species</em></strong> (o <em>Bit List</em> in breve) del DPC è una lista di <strong>materiali digitali</strong> <strong>a rischio</strong> che viene rivista ogni due anni. Le voci della lista sono nominate dalla comunità di esperti della conservazione digitale e riviste da organizzazioni internazionali che rappresentano a livello globale il mondo della conservazione delle specie digitali elencate.</p>
<p>Compilando e mantenendo la <em>Bit List</em> , il DPC mira a dotare i professionisti della conservazione digitale di prove imparziali che i materiali digitali <em>sono</em> in grave pericolo e che è necessaria un&#8217;azione, al fine di sostenere i loro sforzi di difesa.</p>
<p>La <em>Bit List</em> descrive una gamma di materiali digitali in vari contesti organizzativi che, nell&#8217;esperienza della comunità globale della conservazione digitale, vanno incontro a <strong>sfide imminenti</strong>. Queste sfide possono avere a che fare tanto con l&#8217;<em>accountability</em>, la politica o i processi economici quanto con l&#8217;<strong>obsolescenza tecnologica</strong> e il <strong>degrado dei dati</strong>.</p>
<p>Le voci sono raggruppate per <strong>&#8220;classificazione&#8221; del rischio</strong> e <strong>&#8220;specie&#8221; digitali</strong>. Le classificazioni vanno da &#8220;Rischio basso&#8221; a &#8220;Praticamente estinto&#8221;, a seconda del grado di pericolo e di vulnerabilità. Tra le specie digitali si trovano <strong>&#8220;Dati e collezioni dei musei&#8221;</strong>, &#8220;Suono e immagini&#8221;, &#8220;Web&#8221;, &#8220;Arte multimediale&#8221;, &#8220;Social media&#8221; e altro.</p>
<p>La <em>Bit List</em> è progettata per essere <strong>collaborativa</strong> e in continua evoluzione: la DPC ha ora lanciato una <strong>call</strong> per l&#8217;aggiornamento della lista che si chiuderà il <strong>30 giugno 2023</strong>.</p>
<p>Una volta che le candidature sono state raccolte e collazionate, il <em>Bit List</em> <em>Council</em> valuta le voci prima di raccomandare la loro lista finale. Il nuovo elenco aggiornato viene pubblicato in occasione della <strong>Giornata mondiale della conservazione digitale</strong> (che quest&#8217;anno sarà celebrata il 2 novembre 2023), fornendo agli esperti di conservazione digitale di tutto il mondo uno strumento di <em><strong>advocacy</strong> </em>aggiornato in una giornata progettata per attirare l&#8217;attenzione su questa sfida estremamente concreta ed attuale.</p>
<p>La <strong><em>Digital Preservation Coalition</em></strong> è un&#8217;organizzazione associativa, istituita nel 2002, che ha come missione quella di fornire ai suoi membri un accesso a lungo termine resiliente, sostenibile e utile a <strong>contenuti e servizi digitali</strong>, aiutandoli ad utilizzare materiali digitali oltre i limiti dell&#8217;obsolescenza tecnica, del decadimento digitale, del degrado dei dati e del cambiamento delle organizzazioni.</p>
<p><a href="https://www.dpconline.org/digipres/champion-digital-preservation/bit-list" target="_blank" rel="noopener">https://www.dpconline.org/digipres/champion-digital-preservation/bit-list</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-bit-list-globale-delle-specie-digitali-in-via-di-estinzione/">La &#8220;Bit List&#8221; globale delle specie digitali in via di estinzione</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>La digitalizzazione delle collezioni museali e degli archivi in Ucraina</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-digitalizzazione-delle-collezioni-museali-e-degli-archivi-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 09:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ARCHIVIODIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[COLLEZIONIDIGITALI]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALCOPIES]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla luce delle tragiche conseguenze della guerra sui beni culturali, l’UNESCO sta incrementando i suoi sforzi per sostenere la digitalizzazione delle collezioni dei musei e del patrimonio documentario in Ucraina.  Sin dall&#8217;inizio della guerra, l’UNESCO ha sostenuto le autorità e le istituzioni culturali ucraine nel digitalizzare i loro archivi e le loro collezioni, nella convinzione che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-digitalizzazione-delle-collezioni-museali-e-degli-archivi-in-ucraina/">La digitalizzazione delle collezioni museali e degli archivi in Ucraina</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Alla luce delle tragiche</span> <span data-contrast="auto">conseguenze della guerra sui beni culturali, l’<strong>UNESCO</strong> sta incrementando i suoi sforzi per sostenere la <strong>digitalizzazione</strong> delle collezioni dei musei e del patrimonio documentario in <strong>Ucraina</strong>.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sin dall&#8217;inizio della guerra, l’UNESCO ha sostenuto le autorità e le istituzioni culturali ucraine nel <strong>digitalizzare i loro archivi e le loro collezioni</strong>, nella convinzione che produrre <strong>copie digitali</strong> di oggetti di valore culturale, sviluppare modelli in <strong>3D</strong> dei siti culturali o creare delle <a href="http://msio.collection.ofam.ua/"><strong>piattaforme digitali</strong></a> in cui conservare e gestire i beni culturali, sono modalità efficaci per tutelare e conservare il patrimonio culturale.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A Odessa, l’UNESCO ha sostenuto lo sviluppo di una <strong>piattaforma digitale</strong> per le collezioni del <strong>Museo d’arte di Odessa</strong>, oltre ad aver fornito le apparecchiature necessarie alla digitalizzazione agli <strong>Archivi di Stato</strong>, che ospitano una delle più prestigiose copie cartacee della storia cosmopolita della città.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A Kiev, l’UNESCO ha agevolato il trasferimento di uno <strong>scanner specializzato</strong>, donato dal Governo austriaco, al <strong>Monastero delle grotte di Kiev</strong>, che è parte di un sito dichiarato patrimonio dell’umanità, per digitalizzare i suoi vasti archivi. Tali archivi contengono materiali la cui distruzione rappresenterebbe una perdita irreparabile non solo per il patrimonio culturale dell’Ucraina, ma anche per la comunità accademica e scientifica globale. Il volume dei documenti da digitalizzare è impressionante. Alla fine del 2022, era stato digitalizzato solo circa il 10% di tutti documenti. I curatori degli archivi devono far fronte a enormi difficoltà, come l’interruzione dell’energia elettrica, la mancanza di riscaldamento o i quotidiani bombardamenti: tutto ciò a volte rende impossibili le attività di digitalizzazione.</span></p>
<p><a href="https://www.unesco.org/en/articles/supporting-digitization-museum-collections-and-documentary-heritage-ukraine">https://www.unesco.org/en/articles/supporting-digitization-museum-collections-and-documentary-heritage-ukraine</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/la-digitalizzazione-delle-collezioni-museali-e-degli-archivi-in-ucraina/">La digitalizzazione delle collezioni museali e degli archivi in Ucraina</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<item>
		<title>EtioPilotta</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/etiopilotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 13:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[COLLEZIONIDIGITALI]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre volumi collocabili tra il XIV e il XV secolo, di grande rilevanza storica e religiosa, provenienti dal Monastero di Gunda Gunde nel nord dell’Etiopia. Il primo contiene la versione dal greco in etiopico classico del Libro di Enoch; il secondo, il testo geez del Pastore di Erma, una delle più antiche opere cristiane; il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre volumi collocabili tra il XIV e il XV secolo, di grande rilevanza storica e religiosa, provenienti dal Monastero di Gunda Gunde nel nord dell’Etiopia. Il primo contiene la versione dal greco in etiopico classico del Libro di Enoch; il secondo, il testo geez del Pastore di Erma, una delle più antiche opere cristiane; il terzo, il Libro d’Ore del XIV secolo rilevante, oltre che per la sua antichità, anche per la fitta trama di decorazioni e per la qualità della pergamena.<br />
Sono gli esemplari più rilevanti tra i 45 codici etiopici già conservati nella Biblioteca Palatina compresa nel Complesso Monumentale della Pilotta di Parma ed oggetto di una campagna di digitalizzazione condotta in collaborazione con l’Università Orientale di Napoli e l’ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente<br />
Prosegue dunque l’impegno della Biblioteca Palatina a rendere disponibile online il proprio patrimonio, operazione fondamentale per superare i confini del mondo accademico e raggiungere un pubblico sempre più ampio e differenziato, come recentemente avvenuto con la digitalizzazione dei manoscritti greci e dei codici danteschi.<br />
<a href="https://www.ipocan.it/index.php/it/canamei-2">https://www.ipocan.it/index.php/it/canamei-2</a></p>
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		<item>
		<title>Dal deposito al metaverso</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/dal-deposito-al-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 13:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[MUSEOVIRTUALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digitalizzare e rendere fruibili circa 400 reperti oggi conservati nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al fine di farli conoscere al pubblico e permettere agli studiosi di valutarne la necessità di un restauro. E’ il nuovo progetto “Metamuseo” ideato dalla struttura, diretta da Paolo Giulierini, in partnership con la Luddy School of Informatics [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/dal-deposito-al-metaverso/">Dal deposito al metaverso</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Digitalizzare e rendere fruibili circa 400 reperti oggi conservati nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al fine di farli conoscere al pubblico e permettere agli studiosi di valutarne la necessità di un restauro. E’ il nuovo progetto “Metamuseo” ideato dalla struttura, diretta da Paolo Giulierini, in partnership con la Luddy School of Informatics dell&#8217;Università dell&#8217;Indiana.<br />
Per cinque anni saranno in primis selezionati i reperti dai ricchi depositi del MANN , differenti per materiali e tipologia, per poi essere campionati digitalmente attraverso nuvole di punti tridimensionali e infine, tramite una “mesh texturizzata”, riprodotti nel loro aspetto visuale all&#8217;interno di un museo virtuale, pensato tanto per i semplici appassionati quanto per i professionisti del settore.<br />
<a href="https://mann-napoli.it/wp-content/uploads/2022/09/metamuseo.zip">https://mann-napoli.it/wp-content/uploads/2022/09/metamuseo.zip</a></p>
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		<item>
		<title>Alla scoperta di Roma</title>
		<link>https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/alla-scoperta-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 09:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ARCHIVIODIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[CATALOGAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per festeggiare i suoi 2775 anni Roma aveva bisogno di un nuovo strumento che la proiettasse degnamente nella rete rendendo accessibile il suo immenso patrimonio archeologico, storico artistico e monumentale. Nasce così SimartWeb, il portale che rende navigabili oltre 47mila schede di catalogo relative a statue, quadri, stampe, foto storiche, edifici, monumenti, aree archeologiche, parchi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archiviodigitallibrary.cultura.gov.it/notizie/alla-scoperta-di-roma/">Alla scoperta di Roma</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per festeggiare i suoi 2775 anni Roma aveva bisogno di un nuovo strumento che la proiettasse degnamente nella rete rendendo accessibile il suo immenso patrimonio archeologico, storico artistico e monumentale.<br />
Nasce così SimartWeb, il portale che rende navigabili oltre 47mila schede di catalogo relative a statue, quadri, stampe, foto storiche, edifici, monumenti, aree archeologiche, parchi, giardini e ville storiche, dall’antichità all’epoca moderna.<br />
Con SimartWeb, sviluppato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Zètema e realizzato da Sirti S.p.A., è possibile approfondire in modo semplice e intuitivo la conoscenza del patrimonio capitolino, attraverso appositi strumenti di ricerca a testo libero, oppure per filtri dinamici su campi chiave e su mappa.<br />
La struttura della banca dati, in costante aggiornamento, rende possibile navigare, attraverso i collegamenti esistenti tra la singola opera e l’artista che l’ha realizzata, il materiale di cui è costituita o la collezione di cui fa parte. Per agevolare una lettura integrata dei dati è stata inoltre aggiunta la sezione “Roma dalla A alla Z” ovvero più di 30 percorsi ipertestuali costruiti intorno alle schede dei beni e suggerimenti di lettura organizzati per voci tematiche: dalle “Statue parlanti” alle “Ville sparite”, dalle performance di arte contemporanea “Roma: Keith Haring deleted”, alla “Collezione Tenerani al Museo di Roma”, dalle “Terme di età imperiale”, alle “Edicole sacre medievali e moderne”.<br />
<a href="http://www.simart.comune.roma.it">www.simart.comune.roma.it</a></p>
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