A Capodimonte anche i depositi diventano digitali

Presto nel museo una stanza a tecnologia avanzata per fruire di tutte le collezioni del museo

1 Agosto 2022

Fin dal 2017 il Museo di Capodimonte, guidato da Sylvain Bellenger, mise tra le sue priorità quella della digitalizzazione delle circa 49 mila opere componenti le sue collezioni. La presentazione del catalogo “Depositi di Capodimonte – Storie ancora da scrivere”, avvenuta giorni fa, è servita per fare il punto su questa missione, la cui fine era prevista entro il 2024 ma che, in anticipo sui tempi previsti, è già arrivata oltre a metà del percorso.
La digitalizzazione sta avvenendo in accordo con le linee guida del PND ed intende anche creare un inventario unico dai 120 volumi attualmente esistenti per gli ultimi 250 anni, a cui se ne aggiungeranno altri 80 dell’Archivio di Stato, già digitalizzati, e i cui dati saranno incrociati anche con la Reggia di Carditello.
Oltre ad aiutare la gestione delle collezioni, questo processo sarà una grande risorsa per i visitatori che avranno presto a disposizione una sala deposito sotterranea a tecnologia avanzata dove chi visiterà il Museo, oltre alle opere esposte, potrà vedere, come fossero dal vivo, le opere digitalizzate dei depositi insieme ad una nuova proposta di servizi digitali a servizio della didattica per bambini.
Inoltre, in uno degli edifici presenti nel Real Bosco di Capodimonte, la “Casa Colletta” verrà creato un presidio dell’Università di Napoli Federico II, gestito in modo congiunto dal Museo e dal Ministero delle Cultura, per sviluppare nuove professionalità basate sulle tecnologie digitali per patrimoni culturali e ambientali.
https://capodimonte.cultura.gov.it/presentato-il-volume-depositi-di-capodimonte-storie-ancora-da-scrivere/

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